Plastica monouso scatta il divieto. Cosa rischiano i trasgressori

È entrato in vigore il 14 gennaio il decreto legislativo contro la diffusione della plastica (G.U. n. 285 del 30-11-2021). Un provvedimento che mira lontano, nato dalla necessità di limitare i danni all’ambiente, che si scontra con le condotte quotidiane dei singoli cittadini, circondati nel loro quotidiano dalla plastica.

Il Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 196  “reca misure volte a prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare l’ambiente acquatico, e sulla salute umana, nonché a promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo alla riduzione della produzione di rifiuti, al corretto funzionamento del mercato e promuovendo comportamenti responsabili rispetto alla corretta gestione dei rifiuti in plastica”. Il decreto reca, altresì, misure volte a promuovere l’utilizzo di plastica riciclata idonea al diretto contatto alimentare nelle bottiglie per bevande.

Le disposizioni del decreto si applicano ai prodotti in plastica monouso, ai prodotti in plastica oxo-degradabile, nonché agli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Al fine di produrre entro il 2026 una riduzione quantificabile del consumo dei prodotti di plastica monouso elencati, sono previste una serie di azioni, fra le quali la stipula di accordi e contratti di programma tra i ministeri interessati, le Regioni, imprese, soggetti pubblici o privati e associazioni di categoria, aventi come finalità:

a) attuazione di specifici piani di settore di riduzione del consumo di prodotti in plastica monouso, nonché di recupero e ottimizzazione dei flussi di rifiuti derivanti da tali prodotti;

b) sperimentazione, promozione, attuazione e sviluppo di processi produttivi e distributivi e di tecnologie idonei a prevenire o ridurre la produzione dei rifiuti derivanti da prodotti in plastica monouso e ad ottimizzarne la raccolta ed il recupero, nonché promozione di prodotti alternativi purché non comportino maggiori impatti ambientali;

c) sostenere e incentivare le imprese produttrici di prodotti in plastica monouso ai fini della modifica dei cicli produttivi e della riprogettazione di componenti, macchine e strumenti di controllo verso la produzione di prodotti riutilizzabili o alternativi;

d) attività di informazione e sensibilizzazione sui vantaggi ambientali ed economici delle alternative basate su prodotti riutilizzabili, e delle attività finalizzate al riciclaggio e al raggiungimento degli obiettivi di economia circolare;

e) attività di monitoraggio dei flussi di prodotti in plastica monouso e dei prodotti riutilizzabili immessi sul mercato;

f) promuovere alternative basate sull’utilizzo di acqua e bevande alla spina, di prodotti durevoli e riutilizzabili sia per l’acquisto che per il consumo sul posto o da asporto di alimenti e bevande;

g) sostenere e promuovere la nascita, la diffusione e il consolidamento di modelli economici in cui è fornito agli esercenti il servizio di consegna, ritiro, sanificazione e riconsegna dei prodotti riutilizzabili.

Le Restrizioni all’immissione sul mercato riguardano prodotti di plastica monouso elencati quali bastoncini cotonati; posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette),  piatti, cannucce, agitatori per bevande,  aste da attaccare a sostegno dei palloncini, contenitori per alimenti in polistirene espanso, vale a dire recipienti quali scatole con o senza coperchio, usati per alimenti che soddisfano congiuntamente i seguenti criteri: a) sono destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto;

b) sono generalmente consumati direttamente dal recipiente;

c) sono pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, per esempio cottura, bollitura o riscaldamento, compresi i contenitori per alimenti tipo fast food o per altri pasti pronti per il consumo immediato, a eccezione di contenitori per bevande, piatti, pacchetti e involucri contenenti alimenti.

Ancora: contenitori per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi, nonché tazze o bicchieri per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi.

Sono previste sanzioni amministrative in caso di violazione, come la sanzione pecuniaria da 2.500 euro a 25.000 euro per chi immette sul mercato prodotti in violazione alle disposizioni. La stessa pena per chi immette sul mercato o mette a disposizioni prodotti che presentano caratteristiche difformi da quelle indicate o che siano privi dei requisiti di marcatura.

Le sanzioni aumentano fino al doppio del massimo se viene immesso sul mercato un quantitativo di prodotti del valore superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

Ciro Troiano