Tempo di terzo settore

Le parole d’ordine della crisi pandemica sono coesione ed inclusione sociale. La pandemia ha decretato tutte le fragilità del sistema del massimo profitto e il fallimento dell’idea che la crescita economica possa prescindere dall’idea di bene comune e comunità.Bisogna tornare a fare comunità per combattere i divari e le disuguaglianze.

Il terzo settore deve essere uno dei protagonisti della società civile e perchè questo accada è necessario che le Istituzioni cambino registro e siano “davvero” coerenti con la volontà di valorizzarne il ruolo.

In tema di beni confiscati alla mafia il Governo è scivolato perchè l’Avviso dell’Agenzia per la Coesione territoriale, rivolto ai Comuni, per progetti di valorizzazione dei beni confiscati non prevede un ruolo attivo del Terzo settore ed inoltre finanzia solo le ristrutturazioni fisiche dei beni.

Rigenerare significa cambiare rotta e quindi per quanto riguarda i beni confiscati non basta solo ristrutturali ma è necessario che le risorse vengano usate anche per la loro gestione in modo che siano strumenti che producano lavoro e inclusione sociale.

La comunità civile ha il diritto dovere di vigliare, intervenire e presentare soluzioni per creare una nuova sinergia con le istituzioni altrimenti perderemo un opportunità irripetibile per rinnovare la democrazia.

Antonella Cirese