I figli dei fiori sono cresciuti

Da una generazione che si è riconosciuta in passato nei “Figli dei Fiori“ mi sarei aspettato una reazione diversa rispetto a quanto oggi accade sul fronte di guerra.

La cultura hippy nota appunto con il termine “figli dei fiori“ è stato un movimento di controcultura giovanile che ha avuto inizio negli Stati Uniti d’America nel corso degli anni sessanta del XX secolo, presto diffuso in Europa e in altri paesi del mondo.

Al di là dell’abbigliamento dall’aspetto anticonformista ed oltre alla diffusione di un nuovo particolare stile musicale, ciò che ha caratterizzato questi giovani è stata la teorizzazione della violenza.

La protesta riguardava le discriminazioni, le leggi ingiuste, la protezione delle minoranze e l’abolizione delle armi quale dimostrazione di forza.

Cosa è rimasto oggi di questa generazione che si è opposta coraggiosamente senza obiettivi politici, ma con la convinta consapevolezza di poter esprimere idee ed opinioni in piena libertà, senza regole convenzionali, con la voglia di stare insieme generando il Senso di Comunità transcontinentale.

Nessuna eredità è stata raccolta da quella generazione che è ancora tra di noi; si è dissolta perché non siamo stati capaci di attualizzarla anzi, è stata ancor più degenerata con gruppi di giovani asserviti occasionalmente al potere politico organizzato. Quale eredità, cosa rappresenta oggi il movimento, ad apparizione intermittente, quali le “SARDINE“ e quali iniziative ha intrapreso l’emergente partito politico Movimento 5 Stelle, iper organizzato grazie ad una contesa piattaforma digitale social, un felice  espediente che ha consentito, in un battibaleno, di costruire un partito che ha raggiunto un picco di partecipazione del 33% di deputati presenti in Parlamento.

Nessuna mobilitazione di questi movimenti è emersa per sottolineare la grave situazione dell’Ucraina.

Fiumi di commenti nei talk televisivi, tanti opinionisti dinanzi ad una sfera di cristallo per raccontare una evoluzione possibile del conflitto, nessuna dichiarazione di esperti allenati alla guerra. Chi avrebbe potuto immaginare un conflitto visto il prevalere degli interessi economici internazionali che coinvolgono tutti.  

La organizzazione e la fortificazione della NATO, istituita con il Patto Atlantico, firmato a Washington il 4 aprile 1949, ed entrato in vigore il 24 agosto dello stesso anno è apparsa la panacea poiché una difesa dell’Europa garantita dagli Stati Uniti escludeva la possibilità di un conflitto reale.

A questo punto se l’Europa improvvisamente cade dalle nubi perché il capo di Stato Russo si oppone ad un allargamento della NATO, ritenendo “fastidioso“ il possibile armamento americano in territorio Ucraino adiacente ad i confini della propria nazione e su questo argomento pone la richiesta di precise garanzie scritte affinché questo non accada, ci chiediamo quale azione di mediazione è stata concordata e messa in atto per impedire che si concretizzasse il conflitto, e quanto grave è la condotta di governi Europei che, dal primo momento, hanno camuffato la sottostima del problema con una “inimmaginabile violazione di un diritto inalienabile di scelta e di azione di uno stato libero, democratico e sovrano” quale l’Ucraina.

E se i conflitti bellici non sono più concepibili che senso ha armarsi sino ai denti, con arsenali atomici, forse quello di contrastare una invasione di extraterrestri?

Questa con Putin è una guerra che nessuno immaginava potesse mai accadere, ancor meno lo immaginavano le milizie abituate alle sole esercitazioni oggi obbligate ad impegnarsi in prima linea, chi ad invadere uno Stato Altrui e chi a difendere quello proprio.

Quale attività ha condotto Il nostro Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ha propriamente il compito di attuare la politica estera dell’Italia e di rappresentarla nel contesto delle relazioni internazionali e quindi nell’attuale delicatissimo contesto.

Era immaginabile che il giovane Luigi Di Maio potesse rivestire il ruolo di Ministro degli Esteri ed argomentare con una figura come quella di Vladimir Putin? Una nomina del genere ha significato solo nel momento in cui, dovendo assegnare al Di Maio un ruolo di prestigio, stante il peso numerico dei parlamentari 5 stelle, si è pensato che in una condizione di assenza di conflitti bellici che dura da oltre settanta anni, in quel ruolo, il giovane ministro, avrebbe fatto minori danni.

Quello delle Sanzioni è un capitolo a parte poiché quelle applicate non possono che essere bivalenti ed a svantaggio per l’Italia, vista la nostra dipendenza energetica, turistica e di esportazione con lo Stato Russo. Probabilmente le sanzioni che avranno più peso verso Putin sarà la sua sospensione dalla Federazione Mondiale di Judo e l’isolamento dalle altre competizioni sportive cui la Russia è stata esclusa.

Oggi ci aspettiamo un intervento diretto e personale di Berlusconi verso il suo amico Putin, sollecitato in grande segreto dalle diplomazie dei governi, quanto meno da parte di Francia e Germania.

Chissà se una rigenerazione dei “Figli dei Fiori” avrebbe risolto il problema mobilitandosi, unitamente alla popolazione Ucraina,Rumena Polacca ecc. per affrontare le truppe nemiche  inseguendole e per offrire loro  fiori di campo, specialità locali farcite dalle mani rugate delle casalinghe, barili di vodka e derrate alimentari in quantità tali da sfamare anche i familiari delle truppe in trepidante attesa del ritorno dei loro cari in famiglia.

Ma questa è un’altra storia perché sostituire con derrate alimentari armi e pallottole assassine, per alcuni stati, non è propriamente un buon affare.

Nino Monterisi – Movimento Politico Culturale IO SUD Puglia