“Ultra sonno”: l’esordio editoriale dell’artista pugliese Armando Genco

Il libro (Pièdimosca edizioni – 208 pagine, 19 euro), ha inaugurato la collana di fumetto e graphic novel di Pièdimosca edizioni, giovane casa editrice umbra. “Ultra sonno”, esordio editoriale di Armando Genco, rompe schemi e ritmi della narrazione convenzionale per immagini, mettendo in scena paure comuni: quelle di chi è costantemente in lotta col proprio corpo e la propria testa. Scava nei meandri della psiche umana, perlustra freudianamente gli incubi della mente, frequenta i suoi sogni.

Classe 1992, autodidatta, dopo pochi esami alla Facoltà di Architettura a Bari, Genco ha deciso di trasferirsi a Roma per seguire la propria vocazione artistica. Un talento, racconta l’autore, “che si è tramandato da mio nonno Armando Genco, primo grande mastro cartapestaio di Putignano, a mio padre e mio zio, fino a me. E la mia passione per l’arte è divampata con me bambino davanti a quelle gargantuesche opere carnevalesche”.

L’arte quindi nel dna, in più un clima favorevole che ispira e agevola i creativi. Scrive infatti l’autore: “Solo per fare un esempio, al Bgeek (Bari geek Fest) ho avuto l’occasione di conoscere grandi artisti del fumetto, e vederli all’opera è stato decisivo per farmi maturare la decisione di intraprendere questa carriera. Senza queste opportunità probabilmente non avrei fatto le stesse scelte e non avrei trovato lo stimolo giusto per assecondare la mia vocazione”.

Fino a domenica 6 marzo, Genco è con “Ultra sonno” a Milano per il Book Pride, fiera dell’editoria indipendente, per sessioni di firma copie e incontrare i lettori allo stand di Pièdimosca edizioni.

L’opera prima dell’artista di Noci racconta la storia di David, protagonista che ha gli incubi, sogna di avere la bocca cucita e vorrebbe più medicine, le stesse che dimentica di prendere. Ha tre madri: ansia, paura, angoscia. E una quarta, in carne e ossa, che fuma sigarette che non dovrebbe avere. In “Ultra sonno” David è assediato dalle proprie ossessioni, insinuate tra le crepe dei suoi dissesti familiari, sfamate dall’assenza di relazioni con altri esseri umani. È stanco, ma dalle sue viscere scoperte affiora una rabbia che diventa lo stimolo per riappropriarsi di spazi interiori e rassicuranti gesti quotidiani: fare il caffè, aggiungere tre cucchiaini di zucchero, disegnare, finire un diario.

Un libro estremamente attuale, che racconta le paure e le ossessioni di tutti, moltiplicate con la pandemia che ha reso tutti più nervosi, rabbiosi, in lotta con se stessi e con il mondo che ci circonda.

                                  Paola Copertino