Combattimenti tra cani, in arrivo un nuovo processo

Un crimine silente, quanto pericoloso, quello dei combattimenti tra animali, che evoca truci condotte e, ahinoi, spesso fantasiose interpretazioni, e che resta perlopiù sommerso. È di questi giorni la notizia del rinvio a giudizio di 18 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, maltrattamento di animali, organizzazione di combattimenti tra cani, falso e ricettazione, frutto di un’articolata inchiesta condotta magistralmente dalla Squadra Mobile di Imperia nel 2015.

Varie le fasi che hanno caratterizzato le indagini partite con la scoperta, da parte del Commissariato di Ventimiglia, di un allevamento di cani con animali che, secondo l’accusa, erano destinati ai combattimenti. Vi fu poi un blitz in un casolare, nel Pavese, che portò, sempre secondo l’accusa, all’interruzione di un combattimento clandestino e al sequestro di materiale video e attrezzature per l’addestramento. Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche elementi riconducibili a un giro di scommesse clandestine e alla compravendita di video e immagini. I reati contestati sarebbero stati consumati tra le province di Imperia, Milano e Torino, oltre che in Serbia.

Al di là di quello che sarà l’esito giudiziario, c’è da sottolineare l’alta professionalità e le profonde conoscenze tecniche degli investigatori che hanno seguito l’articolata inchiesta, con i quali mi sono confrontato in modo diretto fin dalle prime fasi.

Anche se appaiono inquietanti lo scenario e i particolari emersi, purtroppo si tratta di condotte comuni in contesti di questo tipo. Addestramenti duri, con pesi al collo, alimentazioni specifiche, somministrazione di sostanze, prove di presa ecc. Questo e altro tra le accuse che dovranno passare al vaglio del giudice. Non mancano i video dei combattimenti con scene cruente, registrazioni che poi sarebbero state diffuse. Secondo l’accusa, infatti, sarebbero stati organizzati, in varie località del territorio italiano e in Serbia, combattimenti tra cani che, in alcuni casi, avrebbero provocato il decesso di animali. Lotte che sarebbero state accompagnate da scommesse clandestine. Tutte accuse, ripetiamo, che dovranno essere verificate nel processo nel quale la LAV è parte civile.

I combattimenti tra cani rappresentano una realtà criminale diffusa e preoccupante, per questo occorre vigilare, perché si tratta di un fenomeno socialmente pericoloso che miete numerose vittime animali, con un forte potenziale criminale, che non deve essere sottovalutato. La pericolosità che hanno i gruppi criminali dediti a tale attività, si evince anche dall’uso sfrontato dei social per diffondere video, raccogliere scommesse, consensi e vendere i cani lottatori. È una criminalità, quella dei combattimenti, aggressiva, violenta e pericolosa. Un fenomeno così complesso, che vede coinvolti anche minorenni, necessità di un’attenta analisi e di un’efficace azione di contrasto. Come ribadiamo da tempo, occorre potenziare la normativa sulla tutela penale degli animali, in particolare per i reati zoomafiosi.

Ciro Troiano