Politica e Sindacato. A tu per tu con Antonio Caprio, Segretario confederale UGL di Bari e BAT

L’Unione Generale del Lavoro (UGL) è un’associazione unitaria di carattere confederale nata nel 1966, come erede del sindacato CISNAL (Confederazione Italiana Sindacati Nazionali dei Lavoratori), che riconosce primaria la centralità della persona che lavora senza distinzioni di sesso e di razza, tutelandone i diritti nel mondo del lavoro.
L’organizzazione tra i quattro sindacati maggiormente rappresentativi in Italia, persegue scopi di natura generale, riconoscendo la peculiarità di ciascuna categoria e territorio, rinuncia ad ogni tipo di rivendicazione esclusivamente settoriale.

L’UGL dunque impegnata su una sempre più coordinata ed incisiva presenza delle organizzazioni sindacali sovranazionali, nei processi decisionali di carattere economica e sociale delle istituzioni dell’Unione Europea, promuove la costituzione di associazioni di autotutela e solidarietà, supportandone l’azione contro ogni forma di esclusione sociale. L’adesione è volontaria e comporta l’accettazione dei principi statutari. Ne abbibiamo parlato con Antonio Caprio, segretario confederale UGL di Bari er Bat.

Dott. Caprio, quali sono le attività che espleta in qualità di segretario confederale UGL?

Quando si parla di confederazioni si intende associare all’interno del sindacato le varie federazioni di categoria, ad esempio i terziari, i metalmeccanici, i chimici, pubblico impiego, gli statali, etc.
Per ogni federazione e confederazione ci sono i segretari che hanno un importante ruolo di rappresentanza per la categoria, oltre a svolgere un’attività politica sindacale del sindacato, su emanazione delle direttive della confederazione nazionale. Nel mio caso specifico rappresento la confederazione di Bari e Bat.

A distanza di qualche giorno dalla Giornata Internazionale della Donna, nonostante l’evoluzione e la conquista dei diritti nel corso del tempo per la parità di genere, nel mondo del lavoro continuano ed esserci forti discriminazioni tra uomo e donna. Come se lo spiega?

Purtroppo nel mondo del lavoro ci sono tante forme di discriminazione, tra cui una è proprio quella di genere, un tema sempre più spesso oggetto di talk show nelle varie trasmissioni televisive, che pur abbracciando la sensibilità di molti, in un reale contesto aziendale trova non poche difficoltà di attuazione.
A tal proposito c’è un momento di riflessione da parte di tutte le organizzazioni sindacali, noi come UGL stiamo cercando di mettere in campo una serie di iniziative concrete per poter sollevare il problema.

Tra le discriminazioni potrei annoverare anche quella relativa ai disabili. Proprio durante la pandemia molti lavoratori diversamente abili hanno lavorato da casa in modalità agile. Alcuni datori utilizzando tutt’oggi la pandemia come pretesto, hanno lasciato di proposito ancora a casa questi lavoratori in smart working, per non reintegrarli in azienda.
Anche in merito a questo argomento stiamo lavorando, organizzando dei convegni affinché anche la politica sappia la condizione che vivono questi lavoratori.

I dati dei morti sul lavoro in Italia continuano ad essere raccapriccianti. Stando ai dati, quasi cento al mese. Come potrebbe essere arrestata questa tragica statistica?

A proposito della questione mi preme fare una puntualizzazione. Molte morti bianche sono causate da negligenze, tante altre dovute al poco controllo ispettivo da parte degli ispettorati del lavoro.
Nel passato l’UGL ha portato all’attenzione dell’amministrazione politica un altro tema. A fine 2015 c’è stata una riforma in cui è stato accorpato il controllo ispettivo. Oggi ad esempio, se un lavoratore chiedesse l’intervento dell’ispettorato del lavoro difficilmente riuscirebbe ad ottenerlo, in quanto il personale che opera è contingentato. A questo si aggiunge il budget economico che dovrebbe essere previsto per l’ispettore che opera fuori al proprio ufficio, che a fronte dei continui tagli economici, si ritrova con somme sempre più ridotte.

Da tempo l’UGL sostiene che la sicurezza sul lavoro debba diventare materia da studiare a scuola, dalle elementari alle medie, pensando che quel bambino, domani, diventerà un datore di lavoro, o un lavoratore.

Relativamente al Reddito di Cittadinanza, sono in costante aumento le denunce dei “furbetti” che oltre al danno economico, rappresentano una reale preoccupazione per alcuni settori lavorativi in difficoltà per la mancanza di personale. Cosa ne pensa a riguardo?

Il reddito di cittadinanza rappresenta un’opportunità per molta gente con situazioni economiche deficitarie, ma per come è stato concepito ed elargito sta dimostrando di essere un vero e proprio fallimento rivelandosi una regalia per tanti.
Avrebbe avuto senso nel momento in cui il lavoratore perdeva l’occupazione e fosse stato ricollocato, attraverso il centro per l’impiego, in tempi brevissimi. Purtroppo la politica è distante anni luce da quelli che sono i problemi della Nazione e noi come UGL, vivendo accanto ai lavoratori con le nostre strutture di servizio, di Caf e di patronato, sappiamo perfettamente la situazione reddituale dei cittadini, e facciamo l’impossibile ogni giorno, per portare all’attenzione dell’amministrazione i problemi della gente, riscontando con rammarico una certa ostilità da parte della politica centrale.

Negli ultimi anni il nostro governo non è stato politico, ma sempre più tecnico. Nel mondo del sindacato invece non può vigere il solo criterio matematico. Due più due fa quattro, ma se cinque come risultato, rappresenta il bene del cittadino lavoratore, allora deve fare cinque!

Vincenzo De Marino