L’andamento della criminalità organizzata nella Relazione della DIA

È stata resa pubblica la Relazione Semestrale della Divisione Investigativa Antimafia relativa al primo semestre del 2021 che mira a tradurre sul piano dell’analisi gli elementi informativi e investigativi raccolti anche dalle altre Forze di polizia, nella prospettiva di esaminare la situazione attuale, al fine di prefigurare possibili scenari criminali futuri e di orientare le attività di contrasto da intraprendere ai vari livelli decisionali e operativi.

L’analisi sull’andamento della criminalità, che fa i conti ancora sugli effetti sociali della pandemia, conferma che le organizzazioni delinquenziali si stanno muovendo secondo una strategia tesa a consolidare il controllo del territorio. E non potrebbe essere diversamente, visto che quest’ultimo fattore è ritenuto, infatti, un elemento fondamentale per la sopravvivenza dei sodalizi e condizione necessaria per qualsiasi strategia di accumulo di ricchezza. È noto come l’immediata disponibilità dei capitali illecitamente acquisiti dalle mafie sia in grado di incidere sulla capacità dei sodalizi di inquinare l’economia e di infiltrare la pubblica amministrazione per intercettare le risorse pubbliche immesse nel ciclo produttivo.

Lo scenario economico appare complesso e al suo interno tutte le mafie tendono ad operare anche secondo logiche imprenditoriali variabili e calcolate sulla base delle realtà locali. Lo studio dell’Organismo Permanente di Monitoraggio ed Analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso sulle societarie registrate in Italia nel periodo marzo 2020 – febbraio 2021 rispetto all’anno precedente, non interessato dalla pandemia, evidenzia che “il settore maggiormente interessato da variazioni societarie di carattere generale per entrambi i periodi è quello immobiliare, seguito dal commercio all’ingrosso, mentre per le società colpite da interdittiva il settore maggiormente interessato è rappresentato dalle società di costruzioni”. Secondo lo studio, ciò confermerebbe come le variazioni societarie “costituiscano uno strumento di cui le organizzazioni criminali spesso si avvalgono al fine di inquinare il tessuto economico produttivo”.

Restano comunque sempre di primaria importanza per le organizzazioni mafiose le classiche attività criminali: estorsioni, usura e narcotraffico.

Anche per il semestre in esame viene confermata la tendenza dei sodalizi mafiosi ad una progressiva occupazione del mercato legale maggiormente evidente per quelle consorterie più evolute. Le organizzazioni mafiose manifestano infatti una crescente attitudine a realizzare le proprie attività illecite anche in collaborazione con consorterie di diversa matrice e in quegli ambiti imprenditoriali ove più immediata appare la possibilità di riciclare e far fruttare le imponenti liquidità accumulate mediante le attività criminali tradizionali come il traffico di stupefacenti, le estorsioni e l’usura.

La criminalità organizzata conferma il suo interesse per le più moderne tecnologie e in particolare per tutti gli strumenti che permettono un rapido e invisibile passaggio di denaro. Frequente il ricorso a pagamenti effettuati con criptovalute quali i Bitcoin e più recentemente i Monero che non consentono il tracciamento e sfuggono al monitoraggio bancario.

Per quanto riguarda l’aggiudicazione irregolare di gare e appalti per la realizzazione di opere pubbliche, tramite attività corruttive, “i sodalizi continuerebbero a consolidare una rete di relazioni utilitaristiche volte ad infiltrare le amministrazioni locali per agevolare le assegnazioni di lavori e forniture di servizi garantendosi in definitiva sia il controllo del territorio, sia l’ampliamento del consenso sociale anche mediante il compiacente aiuto di professionisti e pubblici funzionari infedeli che vanno al alimentare la cd area grigia”.

Ciro Troiano