La Svezia è già nella Nato?

Da “Libero” del 16 aprile leggiamo le parole dell’ex premier svedese e politico di lungo corso Carl Bildt rilasciate al Corriere della Sera

“Non c’è ancora una decisione (quella di entrare nella Nato ndr) – spiega Bildt al Corriere della Sera -, ma tutto punta in quella direzione. Penso che per quanto ci riguarda il passo verrà fatto entro la fine di maggio”. “La Russia è sempre più imprevedibile. Putin ha dimostrato di voler usare il suo potere militare in modi che nessuno di noi si sarebbe aspettato”, spiega l’ex premier. Sul campo, la Svezia e la Finlandia sono già al fianco dell’Ucraina, inviando aiuti militari a Kiev perché “è in gioco la sicurezza di tutta l’Europa”. La scelta ora “è tra una incerta posizione mediana e il riconoscimento di una nuova realtà, il cui corollario non può essere che l’adesione alla Nato”. Serve un ombrello militare che l’Unione europea non può dare, almeno nel breve termine. E la minaccia russa è immediata. Il sostegno popolare all’ingresso nella Nato, sottolinea Bildt, “attualmente è più forte in Finlandia che in Svezia, ma la situazione è in movimento e il numero dei favorevoli anche da noi è in costante crescita. Penso che da noi una decisione sull’adesione alla Nato verrà presa prima delle elezioni così da togliere il tema dalla campagna”. Se i russi decidessero di attaccare la Svezia nel periodo di transizione tra richiesta ed effettivo ingresso nella Nato, è la sicurezza di Bildt, gli Stati Uniti sarebbero pronti a intervenire militarmente per difendere un membro de facto.”

Alcune riflessioni si impongono:

ci dicono che alcuni sondaggi o umori popolari svedesi e finlandesi riporterebbero il favore popolare all’entrata nella Nato. E quindi ci fanno pensare -senza dirlo- che questi sondaggi supererebbero in valore il voto elettorale e la stessa scelta parlamentare che sarebbe superflua visto l’esito del sondaggio. Anzi, visto che ci sono, decidono che prima si entra nella Nato e poi si vota (le cui scelte evidentemente verteranno su altro che non sull’abbandono della neutralità) in modo che questa scelta storica non deve essere sottoposta al parere popolare. E come se tutto ciò non bastasse il Bildt precisa che nella Nato già ci siamo “de facto” (anche se sulla base di sondaggi ed umori popolari non meglio precisati) e quindi il suo intervento militare in guerra arriva da subito… senza perdere tempo a firmare scartoffie (trattati internazionali) inutili. 

Da secoli la Svezia è neutrale ed ha attraversato periodi molto bui della storia del mondo e della storia europea; viene da chiedersi come mai adesso l’adesione alla Nato e quindi l’abbandono della neutralità è divenuta urgente contro una Russia alquanto male in arnese nella guerra in Ucraina? tanto da ritenersi in diritto di calpestare le regole minime della democrazia parlamentare?

Perchè perdere la possibilità di scrivere la pace da paese non allineato, e rischiare la vita di molti svedesi? Oltre l’ambizione di neutralizzare la minaccia russa per la “sicurezza di tutta l’Europa” cosa ci guadagnerebbe la Svezia da una guerra? La Svezia dopo decenni di neutralità è attrezzata per uno scontro armato? Come mai viene intervistato questo politico della opposizione e non la Presidente in carica che è molto più guardinga su questo tema?

Forse qualcuno vuole combattere questa guerra mondiale alla Russia e vincerla prima dell’inverno? e questo qualcuno chi è? e come fa ad essere così ascoltato e non solo a Stoccolma? e comunque l’obiettivo vero di tanto movimento quale è?

Una ridda di domande che mostrano i dubbi sulle scelte che si stanno effettuando.

Se fra poco la Nato e quindi noi ci dovessimo trovare in guerra non più come accade oggi facendo combattere gli ucraini per conto della Nato, ma direttamente e dichiaratamente lo avremo fatto senza un minimo assenso popolare in nessuna delle potenze coinvolte e senza sapere per quali obiettivi… conviene meditare!

Canio Trione