Banca popolare di Bari: una saga

La saga della Banca popolare di Bari non smette di stupire. Dopo mesi travagliati e costellati da dimissioni eccellenti e perdite di esercizio stellari, dopo averla faticosamente e dolorosamente ripulita, se ne va, o almeno così sembra, il Presidente. Grande servitore dello Stato da sempre; prestato momentaneamente alla banca e uomo alla cui probità era affidata la nuova gestione della Popolare di Bari, sembra che voglia lasciare. Forse ai suoi familiari non fa bene l’aria di Bari? o è in disaccordo con qualcuno? Non si sa, e non serve saperlo perché ci serve capire come sarà il futuro e non certo il passato. Circa il futuro comincia autorevolmente ad insinuarsi l’ipotesi della vendita! Una ridda di domande si impone.  È questo che si voleva fin dall’inizio? A quale prezzo sarà venduta? O sarà benignamente accettata in dono da qualche super banca estera o nordica? E il ricavato a chi andrà ai vecchi e veri proprietari della banca o nei conti dell’attuale azionista di maggioranza?

Certo è che nell’attesa di un futuro migliore promesso ad ogni piè sospinto dai manager i vecchi azionisti sono ridotti a richiedere una qualche elemosina o ristoro che dir si voglia per temperare l’amarezza ricevuta. Né qualcuno ricorda che la banca aveva e ha un marchio, dei crediti fiscali, un avviamento,… Insomma possiede delle attività che hanno un valore elevato che andava riconosciuto ai vecchi azionisti e non esiste capriola contabile e giuridica che possa cancellare cinquanta anni di storia.

Tutte domande che si impongono in una saga nella quale I fatti si conoscono solo molto tardi (quando si sanno) disaffezionando in modo definitivo il mondo del risparmio verso quello delle banche. A ben vedere tutte le banche soffrono di questa sfiducia: chi sottoscriverebbe una nuova azione di Unicredit o MPS o Banca popolare di Puglia e Basilicata? Nessuno si avvicinerà mai più a questo tipo di investimento senza una radicale modifica della gestione dell’intero settore. Quindi la questione non è solo di questi azionisti o degli altri delle altre banche “risolte” o evaporate del recente e meno recente passato; è una questione di modello di sviluppo futuro che non potrà non essere differente da quello del passato.

Certo è che coloro che hanno ricevuto un mutuo dai vecchi azionisti della Popolare di Bari adesso restituiranno quei capitali ad altri che si trovano così ad incassare crediti altrui; creditori che sono stati pure spossessati della loro proprietà nella condizione di azionisti e quindi proprietari di una banca e precisamente della maggior banca del Sud.

Già il Sud… tra epidemie ricorrenti ed infinite e guerre che anziché finire si diffondono fin dietro casa, chi ci pensa più?? e tanto meno ad una banca specializzata per il mercato meridionale, la famosa Banca del Sud… quindi per i politici i meridionali si arrangino come possono e come sempre è stato! Al più si faranno due strade con nuovo debito per prendere tempo e favorire gli amici.

Canio Trione