“CambiaTerra sud”, un progetto per segnalare le braccianti invisibili

Cambia Terra Sud è il progetto lanciato da ActionAid, organizzazione indipendente, impegnata in progetti internazionali e nazionali a sostegno dei diritti fondamentali dell’uomo, per segnalare le condizioni delle donne braccianti invisibili e sfruttate nei campi e nelle serre dell’Arco Ionico.

L’Arco Ionico comprende le provincie di Matera, Taranto e Cosenza. Si tratta di quella parte del nostro Sud ricco di terre fertili adatte alle coltivazioni delle fragole dell’uva da tavola e degli agrumi.

La manodopera femminile è molto richiesta nel periodo della raccolta perchè si tratta di prodotti molto delicati che richiedono la mano femminile e purtroppo sono proprio le donne, in particolare rumene e bulgare, ad essere sfruttate, a subire minacce verbali, molestie sessuali nei luoghi di lavoro e sui mezzi di trasporto, ad essere sottopagate e sottoposte alla minaccia di perdere il posto di lavoro.

Il rapporto “Cambia Terra” si propone di ridare dignità al lavoro agricolo delle donne italiane e straniere e rientra nell’ambito del programma realizzato da ActionAid che dal 2016 si occupa di indagare e intervenire sulle condizioni di vita e di lavoro delle donne in agricoltura in Puglia, Basilicata e Calabria per tutelare i loro diritti.

In questi anni sono stati fatti passi molto importanti infatti Cambia Terra ha realizzato interventi nel Mezzogiorno proponendo soluzioni di comunità che sostengano e riconoscano i diritti delle donne braccianti.

Sono stati creati servizi di welfare di comunità, i comuni di Adelfia (BA) e di Schiavonea (Calabria) ne sono un esempio, che rispondono ai bisogni delle lavoratrici e che le aiutano ad uscire dall ‘emarginazione sociale ed economica.

In tempo di co programmazione e co progettazione tra pubblico e privato ci si augura che le istituzioni nazionali, europee e locali si attivino al massimo per attuare politiche di integrazione e ascolto delle donne braccianti per promuovere un agricoltura sociale che rispetti la dimensione del lavoro femminile.

Antonella Cirese