La sostenibilità e gli ESG

La crisi pandemica, unita alla crisi economica, ha dato il colpo finale al modello sfrenato del “massimo profitto” che negli ultimi anni ha attuato una corsa esclusiva al mero profitto a discapito della comunità e dell’ambiente.

Senza se e senza ma da ora in poi sostenibilità e finanza devono “seriamente e responsabilmente” camminare insieme a beneficio di un’equità sociale ed economica per la collettività.

Esg è l’acronimo di Encironmental, Social e Govermace che sono i tre fattori fondamentali per un’attività commerciale che punti al valore economico unito al valore sociale.

Questi tre fattori si ricollegano al concetto, nato negli anni 90, delle tre PPP in base al quale le imprese devono concentrarsi sulle Persone, Pianeta e Profitti.
Da qui i tre fattori ESG che hanno un ruolo fondamentale nell’Investimento sostenibile e responsabile.

La sostenibilità deve essere per tutti un grande obiettivo comune basato sulle interazioni tra Istituzioni, imprese e comunità. Ma c’è un’altra certezza, non meno importante di questa, e riguarda il fatto che per le imprese la sostenibilità rappresenta una straordinaria occasione per conquistare o acquisire nuove forme di competitività, per generare nuovo valore.

Le imprese sono chiamate ad affrontare una sfida costruttiva e rivoluzionaria per attuare una trasformazione che porti ad una sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

I criteri ESG sono validi ma, per far si che l’impatto economico, sociale e ambientale di un’attività di impresa sia misurabile con criteri trasparenti e condivisi, è necessario globalizzare tali criteri che valgono sia per le grandi imprese ma anche per PMI, in modo che si crei un gioco di squadra i cui risultati siano oggettivamente quantificabili nel lungo periodo.

Antonella Cirese