Giovani e mondo della ristorazione: il lavoro c’è ma nessuno lo vuole

Ormai è un tam tam. Si ricorre persino ai social o ai gruppi di categoria per cercare addetti nel settore della ristorazione.  Alcuni  referenti di associazioni di categoria ammettono che, in alcuni casi, c’è sfruttamento nel settore, ma manca lo spirito di sacrificio. La gente scappa perché da una parte i salari non sono più quelli di una volta a fronte di orari di lavoro aumentati e dall’altra i giovani che si affacciano per la prima volta alla professione dopo le scuole alberghiere pensano di essere già arrivati

 C’è poi anche la questione alloggi che coinvolge gli stagionali. Molti stagionali lamentano le condizioni abitative a loro riservate, sarebbero costretti a stare in quattro o cinque in una sola stanza per tutta l’estate.

Senza contare poi che la stagione estiva ormai si sta riducendo, in certe località, specialmente in montagna, si è passati da tre a due mesi. Questi sono tutti fattori che scoraggiano i lavoratori stagionali che magari provengono da altre Regioni.

C’è poi un altro aspetto importante. Si deve dire stop all’esibizionismo, è il cliente e non lo chef o il barman che deve stare al centro dell’attenzione. In questo la tv è cattiva maestra.

Le trasmissioni televisive dedicate al mondo della ristorazione hanno trasformato principalmente i cuochi, ma anche il personale di sala e pure i barman in vere e proprie star. Invece il mondo del lavoro è altro.  Si deve  infatti tornare a mettere al centro il cliente e non le persone che lo servono o che cucinano per lui. Insomma c’è tanta carne a cuocere e che bolle in pentola, per rimanere in tema..

                                  Paola Copertino