Sulle spiagge del sud sventola bandiera blu

La bandiera blu sventola sulle spiagge del Sud. Dopo il primo posto, che spetta alla Liguria, il secondo posto, con 18 spiagge premiate, spetta alla Puglia e alla Campania parimenti con la Toscana.
Sono 17 i riconoscimenti per la Calabria, la Sardegna raggiunge 15 località, l’Abruzzo sale a 14, la Sicilia a 11.

La bandiera blu, simbolo di qualità, venne istituita nel 1987, anno europeo dell’ambiente, e da allora ogni anno la FEE (Foundation for Environmental Education), organizzazione internazionale non governativa che promuove la buone pratiche ambientali, collabora con due agenzie dell’ONU per assegnare in 49 paesi le Bandiere Blu alle località turistiche balneari che rispettano al meglio i criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio.

Nell’elenco delle new entry il nostro sud non sfigura infatti troviamo Alba Adriatica in Abruzzo; Caulonia e Isola di Capo Rizzuto in Calabria; Ispani in Campania; Castro, Rodi Garganico e Ugento in Puglia; Budoni in Sardegna e Furci Siculo in Sicilia.

Il riconoscimento della bandiera blu a nuovi litorali sta a dimostrare che la crisi pandemica ha segnato il percorso di un turismo sostenibile che ben unisce il rispetto dell’ambiente e del territrio con un adeguata accoglienza per i bagnanti.

La bandiera blu viene riconosciuta a quelle località che oltre ad avere acque limpide abbiano anche realizzato una buona depurazione e gestione dei rifiuti, piste ciclabili, isole pedonali, servizi di spiaggia, arredo urbano, spazi verdi, corsi di educazione ambientale con certificazione ambientale delle attività svolte, abbattuto barriere architettoniche, promosso la pesca sostenibile e che offrano servizi d’utilità pubblica sanitaria.

Il Sud risponde bene agli obiettivi di economia sostenibile con una gestione del territorio che sposa la crescita e il rispetto dell’ambiente.

Antonella Cirese