Mattanza di bimbi e maestre in Texas

Finirà mai l’assurda strage di innocenti in Usa da parte di squilibrati ben armati e della complicità delle lobby delle armi e di taluni politici che non possono e/o non vogliono rimediarvi?

A Uvalde, piccola cittadina capoluogo della contea di Uvalde in Texas, lo scorso 24 maggio si è consumata l’ennesima mattanza di bambini e maestre innocenti, appena due giorni prima delle vacanze estive. Questa volta hanno perso la vita diciannove bambini e due maestre inermi della Robb Elementary School per mano dello spietato diciottenne Salvador Ramos. Quest’ultimo ha sparato loro all’impazzata, urlando “morirete tutti!”, fuori e poi all’interno della suddetta scuola. Gli ha sparato come se fossero le sagome di cartone che si usano nei tiri a segno, rendendone alcuni irriconoscibili, per i quali si è dovuto ricorrere al test del DNA. Per colmo della tragedia, in seguito è morto di crepacuore anche il marito di una delle insegnanti. Prima di uscire di casa, il pluriassassino ha sparato in faccia alla nonna con la quale viveva: la mamma è una tossicodipendente. Nei pressi della scuola ha avuto un piccolo incidente con la sua auto; poi è sceso con il giubbotto antiproiettile indosso e armato di fucile ha superato il blocco di alcuni agenti ed è entrato nell’edificio scolastico. Per il suo diciottesimo compleanno aveva acquistato due fucili che ha mostrato fotografati uno accanto all’altro sui social, su uno dei quali (su Instagram) ad una sconosciuta aveva velatamente pure comunicato che stava per compiere qualcosa, senza specificare cosa, poco prima della mattanza.  

  Ora imperversa la polemica sul mancato soccorso che se fosse stato più tempestivo, probabilmente avrebbe salvato una decina di bambini. Se ci sono delle responsabilità da parte della Polizia locale, come parrebbe, allora è giusto fare chiarezza, anche se nulla potrà più ridare i loro cari alle rispettive famiglie. Un’altra rumorosa polemica che ogni volta segue una sparatoria su persone innocenti sul suolo statunitense è quella sulle lobby delle armi. Polemiche spuntate, che cadono nel dimenticatoio fino a quando accade l’ennesima prossima strage. La strage di Uvalde ha preceduto di due giorni la 151esima convention annuale della National Rifle Association, la potente lobby delle armi. La NRA è un’associazione fondata nel 1871 da due veterani della guerra civile statunitense, per “promuovere e incoraggiare il tiro con la carabina”. Essa negli anni ha acquisito sempre più potere, pressando anche il Congresso affinché i giovani praticassero gli sport di tiro a segno e impegnandosi tenacemente per istruire le comunità di cacciatori e gli agenti delle forze dell’ordine. Nel 1975 fonda l’“Institute for legislative action”, ramo politico e lobbistico attraverso il quale tutela il Secondo emendamento che consente agli americani di acquistare liberamente le armi. Che nobile proposito! Infatti negli USA, su una popolazione di 330 milioni, circolano quasi 400 milioni di armi. La cultura stessa degli americani è impregnata del diritto di portare armi basato sul principio inviolabile della libertà del singolo di potersi difendere senza che vi siano limitazioni poste dall’autorità. Facendo leva sul Secondo emendamento, la lobby delle armi ha gioco facile in questa opera di “indottrinamento” all’acquisto delle armi.

  Si sta ancora svolgendo la tre giorni dell’NRA a Houston, nel Centro Conferenze George R. Brown, che alla fine si stima avrà ricevuto circa suoi 55mila membri (essa ha più di 5 milioni di associati). Data la recente tragedia, è vietato portare armi alla conferenza, ma intanto vi si sfoggeranno e si presenteranno centinaia di armi agli appassionati. La NRA ha condannato questa ennesima strage definendola “un crimine orribile e malvagio” e ha promesso che rifletterà su questi eventi e di impegnarsi a rendere le scuole più sicure. Di lasciar approvare però delle norme più stringenti per l’acquisto delle armi, nemmeno se ne parla. Per loro è più semplice trasformare le scuole in fortezze (e tutti gli altri luoghi dove si sono consumate simili mattanze?), che limitare realmente la circolazione delle armi. Ovvio! Quest’ultima efficace soluzione ridurrebbe i loro introiti. Parole che quindi risuonano, come sempre del resto, come di circostanza, come un ipocrita teatrino dovuto e non realmente sentito. Il governatore repubblicano del Texas Greg Abbot ha cancellato il suo intervento per partecipare alla conferenza di Uvalde. Era il minimo! Anche se comunque parteciperà virtualmente attraverso un suo video registrato.

  Ora il Partito democratico sta rispolverando alcune norme per limitare la circolazione delle armi già presentate e già respinte dai repubblicani in passato. Questa ennesima ma anche, se possibile, ancor più dolorosa tragedia se non altro per il gran numero di bambini uccisi, servirà a dissotterrare l’empatia e il sentimento della compassione dei lobbisti e dei politici statunitensi, necessari per volere e per promulgare una seria legge contro la circolazione abnorme di armi? Sarebbe la prima volta!

    Angelo Lo Verme