FenImprese Bari sul Reddito di Cittadinanza: giovani in età lavorativa a casa e uomini in età avanzata sulle impalcature

Sin dall’entrata in vigore del Reddito di Cittadinanza, gli imprenditori italiani si sono schierati contro questo dispendioso provvedimento, il costo ammonta a circa 20 miliardi in tre anni e la platea beneficiaria è di 4,65 milioni di persone, purtroppo, troppo spesso vengono scoperti “furbetti” che pur possedendo beni lussuosi o già lavorando, percepiscono il RdC.

Il più grande problema dall’introduzione del provvedimento, è la mancanza di personale in settori come turismo e ristorazione, i percettori hanno sempre dichiarato che hanno ricevuto solo proposte con stipendi bassi e orari massacranti, al contrario gli imprenditori hanno dimostrato moltissimi rifiuti dai cittadini che percepivano il reddito, con delle proposte dagli ultimi, di voler lavorare, ma a nero.
Noi di Fenimprese Bari abbiamo sempre incentivato azioni più mirate per far si che domanda e offerta venissero sempre più incrementate, sostenendo i cittadini in difficoltà e contrastando i “furbetti”.
Riteniamo giusto quello che ha dichiarato il sig. Albano, imprenditore che da sempre ha sostenuto la valorizzazione del territorio con investimenti su attività ricettive e prodotti viti-vinicoli, “tuttavia ritengo il fatto che gli imprenditori sottopaghino le maestranze e non rispettino i diritti dei lavoratori siano una percentuale molto bassa sulla quale si vuole costruire un alibi per difendere il reddito di Cittadinanza”.

Settori come quello del digitale hanno enormi difficoltà nel reclutare nuove figure, data la poca preparazione e competenze, da anni noi di Fenimrpese organizziamo dei corsi di formazione col fine di accompagnare i giovani nel mondo del Lavoro, poiché ci sono aziende pronte ad assumere. Il reddito di cittadinanza è la fotografia di uno Stato assistenzialista che non tiene conto della meritocrazia del nostro patrimonio umano rappresentato da ragazzi che potrebbero cambiare le sorti del Nostro Paese.
E’ inconcepibile vedere giovani in età lavorativa a casa e uomini in età avanzata sulle impalcature con i rischi annessi alla sicurezza.

Abbiamo la convinzione che una buona Politica di inclusione nel mondo del lavoro attraverso la formazione, ridarebbe dignità, speranza e un futuro più sicuro e sano ai giovani, creando una nuova vivacità alle imprese riservando loro una defiscalizzazione, riducendo il cuneo fiscale che è tra i più alti in Europa.
Un altro dato che emerge dal Nostro Centro studi, è che il reddito di cittadinanza ha appesantito di parecchio il nostro già importante debito pubblico aumentandolo del 22% annui con punte di 112 miliardi che non producono gettito fiscale, E’ arrivato il momento in cui Associazioni di Categoria, Sindacati e Politica inizino un confronto serio e strutturale per il rilancio del lavoro e dell’economia del nostro Stato, ormai osservato dagli altri Stati non più come modello da seguire, bisogna cominciare a ricordarci³ che siamo i creatore del Made In Italy.

FenImprese Bari – Il Presidente Paolo Sciccutella