Un pugliese e i suoi viaggi avventurosi raccontati attraverso i social

Alessandro, 32 anni. Non si definisce un eroe, ma ha mollato tutto ed è partito per il giro del mondo, zaino in spalla. Un sognatore, e un ribelle, che crede nelle cose semplici della vita e vuole fare il pieno di esperienze straordinarie.
Si ritiene una persona riflessiva, altruista, curiosa ed empatica, molto precisa e amante dei viaggi.
Ha un desiderio. Ispirare le persone a ribellarsi a tutto ciò che non le rende felici e innescare tutti i cambiamenti necessari per inseguire i propri sogni. E nel suo vagabondare è arrivato lontano, lontano, fino a giungere in tempio buddista.

“Non siamo nati infelici, lo siamo diventati a causa del sistema in cui viviamo, e viaggiando lo sto capendo più che mai”, dice.

Ma, per Alessandro, come dovrebbe essere l’amore?

“Nel periodo passato in un tempio assieme a monaci buddisti, meditando molto e stando disconnesso dal mondo e nel silenzio più assoluto ho avuto modo di riflettere su un concetto che riguarda l’amore verso noi stessi. Moltissime persone oggi cercano ossessivamente di soddisfare il bisogno di essere amate cercando amore all’esterno, da un’altra persona. Questo denota una cosa molto triste e purtroppo diffusa, ovvero molte persone tendono a non amarsi ed è per questo che cercano di colmare questo vuoto ricercandolo all’esterno.

Il bisogno di essere amati è diventato come un altro bisogno qualsiasi come mangiare, dormire, fare l’amore per soddisfare i nostri impulsi.

Se ci amassimo davvero, che bisogno avremmo di cercare all’esterno? Quando abbiamo un bisogno cosa facciamo? Attingiamo dall’ambiente che ci circonda per soddisfarlo, e così facciamo con l’amore. La cosa che ho capito grazie al tempo trascorso nel tempio è che se ci amiamo per primi, non avremmo bisogno di nessuno per sentire di amarci, perché l’amore che nutriamo per noi stessi è già abbastanza, il migliore che ci possa essere.

Io penso che se impariamo ad amarci, noi inizieremmo a emanare una luce particolare visibile agli altri, e per questo attireremmo a noi le persone. Tra queste potrà esserci colui o colei che sa amarci come vorremmo.

Se invece continuiamo a cercare amore per noi stessi all’esterno, sarà facile incappare in persone che non soddisfano le nostre aspettative e quindi, a quel punto, soffriamo due volte: la prima è dovuta alla ricerca, al desiderio da soddisfare a tutti i costi quella necessità; la seconda, che a mio avviso e la peggiore di tutte, avremmo perso tempo, oltre alle delusione che comporta il dover scoprire che quella persona sulla quale abbiamo posto le nostre speranze non si rivela all’altezza delle nostre aspettative.

Quindi – conclude – la prima cosa da fare è imparare ad amare se stessi perché il primo vero amore è quello che proviene da dentro di noi per noi”.

Indubbiamente i viaggi, le tante esperienze fatte, i Paesi che ha attraversato con culture, religioni e situazioni completamente diverse, lo hanno arricchito dentro. Questi viaggi sono prima di tutto percorsi interiori, lui li racconta attraverso facebook, istagram e YouTube proprio per lasciare una testimonianza di questo incredibile vagabondare.

Paola Copertino