Lettera a un pronipote, non ancora nato

Carissimo bimbetto di cui ignoro il nome,

quando leggerai questa lettera è molto probabile che io non sia più su questo mondo che, per la verità, in questi miei ultimi anni di vita, mi sembra meno bello per colpa dei miei contemporanei e forse anche mia.

Quando acquisterai uso di ragione non potrai vantarti come me di essere figlio esclusivamente della Magna Grecia, perchè nel corso degli ultimi decenni le comunicazioni nel mondo globalizzato hanno portato all’incontro anche sessuale di etnie diverse e nel tuo sangue confluiranno verosimilmente caratteristiche di popolazioni diverse. Mi piace, però, che tu sappia che per la parte di mia “competenza” avrai i cromosomi che hanno sviluppato l’unica civiltà vera degli ultimi millenni conosciuti dalla storia degli esseri umani: quella greco-romana. I miei antenati, e per parte ridotta anche i tuoi, vivevano in un luogo che, favorito dalla sua collocazione naturale e dal clima particolarmente dolce, induceva i suoi abitanti alla coltivazione di una filosofia concentrata sui bisogni reali e concreti dell’esistenza (esistenzialistica, quindi, ante litteram) individualistica (quindi volta all’attenzione per la persona singola e non per l’ecumene astratto e impalpabile), svolgentesi in una unica realtà (quindi, monista) di cui, soltanto, si riteneva – del tutto razionalmente – necessaria la conoscenza. Era gente che aveva un gusto spiccato per le cose belle che si manifestava in vario modo e per così dire in modo prevalentemente poetico, che non disconosceva l’utilità delle favole se contenutenegli effetti fantasticiu e soprattutto allegre e postive con Divinità che risiedevano in un monte alto della Grecia da cui scendevano volentieri sospinti dal desiderio di avere rapporti di ogni tipo con gli esseri umani.

Questo “meraviglioso antico”, com’era stato definito da un poeta da me amato, Giacomo Leopardi, tu lo troverai molto più stravolto che ai miei tempi. Esso, in verità, era già crollato, due millenni fa, sotto la spinta delle immigrazioni dal Medio Oriente prima degli Ebrei e dei Cristiani e ora sta per essere definitivamente distrutto dai Maomettani, sodali e compagni d’invasione dei primi. Questi popoli diseredati di cammellieri, di carovanieri, di pastori e di umili pescatori hanno sedotto con le loro favole fantasiose soprattutto ultraterrene i miei e i tuoi antenati più ingenui e sprovveduti, creduloni impenitenti e il mondo greco romano aveva, purtroppo, cambiato faccia. E ciò anche grazie a un filosofo eterogeneo rispetto agli altri, per il suo ricorso alla fantasia, chiamato Platone, che si era allineato con le religioni mesopotamiche sulla esistenza di un secondo mondo oltre quello fisico, chiamandolo solo con un nome diverso (“iperuranio” invece di “aldilà”).

Caro pronipote, le guerre sempre esistite per l’ingordigia, l’avidità e la crudeltà spietata degli esseri umani avevano trovato un diverso “propellente” (si direbbe così, oggi): oltre che a scannarsi reciprocamente per motivi di conquista territoriale e di possesso di beni materiali, ci si ammazzava (così si diceva) per portare un preteso “Bene” al resto dell’umanità che, in verità con buona probabilità, ne avrebbe fatto volentieri a meno. La descrizione del meraviglioso antico, prima della nascita di Leopardi, era stata contenuta in un libro intitolato De rerumNatura di Tito Lucrezio Caro, uno scrittore romano, di cui avevano fatto tesoro gli Inglesi, all’epoca barbari ma già molto perspicaci. Avevano condiviso l’empirismo, il pragmatismo, avevano respinto la religione cattolica e la Chiesa di Roma, affondando l’invincibile “armada” spagnola nelle acque della Manica, ma non si erano salvati dal puritanesimo sessuofobico portato per contagio dai popoli mediorientali e in anni precedenti alla tua nascita avevano fatto sorridere il mondo intero con il loro “me-too” che colpiva gli uomini politici ricordando e dando notizia di qualche loro fornicazione di decenni addietro.

Ai miei tempi, si parlava di un mondo Occidentale per distinguerlo da quello Orientale ma per la verità, le cose, a parere del tuo bisnonno, stavano diversamente.

V’era un mondo anglosassone costituito soprattutto dal Regno Unito di Gran Bretagna e dagli Stati Uniti d’America, che aveva rifiutato l’idealismo tedesco post-platonico ma aveva pure delegato, sia pure in modo occulto, il potere di governo alle banche, soprattutto ebraiche, ed esse avevano costituito una formidabile area del Dollaro: spietata nello schiacciare altre divise monetarie.

V’era un mondo Europeo che se unito nella pienezza dei suoi confini geografici, comprensivi della Russia e se liberato dalla dipendenza, di natura tecnocratica, da Wall Street e dalla City, attraverso funzionari bancari insediati a Bruxellles, avrebbe potuto costituire l’area ugualmente potente dell’Euro associato al rublo. Questa parte di mondo in cui io vivevo, però, cincischiava malamente, si avvoltolava nelle sue idee religiose e filosofiche assolutistiche: definite, sul piano religioso, giudaiche o cristiane, e su quello filosofico, fasciste o comuniste, entrambe così profondamente irrazionali da spingere gli uni e gli altri, pur strutturalmente e mentalmente affini, a combattersi reciprocamente, scatenando guerre all’interno dell’Europa per più di venti secoli.

V’era, infine l’Oriente con il suo razionalismo pragmatico non contaminato né dal fideismo acritico né dall’assolutismo filosofico… che stava – giustamente – a guardare.

Al tempo in cui ti scrivo questa lettera, la situazione sulla configurazione dei tre possibili mondi che ti ho delineato è ancora fluida e non so quindi che cosa tu possa trovare.

L’area del dollaro sovrasta ancora fortemente quella dell’Euro, totalmente dipendente dalle centrali finaziarie anglo-americane, e non vuole che l’Europa si ricompatti nei suoi naturali confini e peggio ancora immagini una “combine” Euro-asiatica: a tal fine è stata scatenata un’atroce guerra tra la Russia che teme di essere sopraffatta dopo il rifiuto, sostanziale anche se mai formalmente espresso, di ammissione nell’Unione Europea, sua sede naturale per vocazione etnica e formazione culturale, e di essere insidiata dall’America del Nord che vorrebbe porre ai suoi confini Stati gestiti da partiti non tanto filo-occidentali quanto neo-nazisti.

Caro pronipote, le premesse perché tu possa trovare un mondo migliore di quello in cui io ho vissuto non sono particolarmente buone. In Occidente i tre monoteismi barbarici continuano a sopravvivere, magari in frack e smoking, e i fascisti e i comunisti non sono diversi da quelli delle origini se non a parole. Le persone intelligenti e razionali sono in minoranza perché, sotto i dettami della necessità di fare proseliti il mondo continuaa procreare e a moltiplicarsi: conseguentemente il numero degli imbecilli sale proporzionalmente.Il massimo che io possa fare è augurarti buona fortuna. Il tuo bisnonno.

Luigi Mazzella