L’inflazione danneggia l’economia europea e la Banca centrale aumenta i tassi

L’inflazione da costi è diversa dall’inflazione da domanda che abbiamo studiato a scuola. L’inflazione da domanda danneggia temporaneamente il consumatore stimolando la produzione e consumi, invece, l’inflazione da costi penalizza fortemente i consumatori, riducendo il potere di acquisto della moneta e portando una diminuzione delle quantità di vendite che affondando il produttore.

L’aumento del prezzo dell’energia è calcolato sul gas utilizzato, non tenendo conto dell’energia rinnovabile che il meridione produce ed esporta, e che non è rincarata, tipico esempio di aumento dei costi dovuto alla condizione monopolistica in cui versa il mercato.

Anche per quanto riguarda un bene primario come l’acqua i costi stanno lievitando sempre di più, non dimenticando che circa 10 anni fa in Italia abbiamo votato un referendum per farla rimanere un bene pubblico.

In uno scenario già di per sé complicato, la Presidentessa della BCE, Christine Lagarde, ha deciso di aumentare i tassi dello 0,25%, portando ad un crollo delle borse europee e facendo volare il nostro spread. 

Sin dal primo momento da tutta Europa sono arrivate feroci critiche per questa decisione, ma dalla BCE hanno dichiarato che questa manovra è volta a diminuire l’inflazione che ormai è arrivata ai massimi da oltre 30 anni.

Dopo qualche giorno la Presidentessa Lagarde ha deciso di creare una commissione dedicata a risolvere l’annoso problema e di creare uno scudo contro l’aumento eccessivo dello spread, tutto però senza specificare ne’ tempistiche ne’ poteri di questi provvedimenti. 

La Presidentessa della BCE a nostro parere dovrebbe essere all’altezza di risolvere un problema senza dover creare una commissione e soprattutto dovrebbe studiare costantemente il mercato europeo e mondiale, monitorando e anticipando tutte le possibili criticità che possono avvenire. Assurdo che dopo mesi dall’inizio della guerra e dell’inflazione, la Presidentessa non abbia messo in atto azioni per contrastare un sicuro aumento dei costi. 

La Lagarde è inadeguata a ricoprire un incarico così delicato in un momento altrettanto instabile. 

Ad oggi però famiglie e imprese stanno vivendo un momento delicatissimo a causa della guerra, con l’aumento di luce, gas e carburante, per colpa dell’inflazione, attualmente all’8% e dalle scelte delle Banca Centrale Europea che ha portato un aumento dei mutui variabili e fissi e anche dei prestiti personali e aziendali.

Per quanto altro tempo i cittadini devono subire tutto questo? Per quanto dobbiamo essere pazienti?

Paolo Scicutella – Presidente FenImprese Bari