Terzo settore e social lending

Il terzo settore in tutto il paese, ed in particolare a sud, è stato protagonista attivo e fondamentale nel gestire la crisi pandemica. Per continuare a crescere e ad essere soggetto attento ai bisogni della comunità civile e del territorio ha bisogno di risorse e quindi di finanziamenti.

In attesa che dall’alto piovano aiuti, la riforma del Terzo settore ha introdotto nuove forme di finanziamento quali i titoli di solidarietà e il social lending utili soprattutto per gli enti ecclesiastici e religiosi.

La risposta alla diminuzione dei flussi statali alle attività sociali sono i titoli di solidarietà emessi da banche sotto forma di obbligazioni e altri titoli di debito ed il ‘social lending’, che prevede la raccolta di capitale attraverso piattaforme online autorizzate sul modello del prestito tra privati (crowdfunding). Riduzione del costo di intermediazione finanziaria, maggiore diversificazione del portafoglio, dipendenza inferiore dal settore bancario, differenziazione delle fonti di finanziamento sono i benefici di tali finanziamenti.

Nuovi abiti finanziari per il terzo settore e per sostenere percorsi di razionalizzazione del debito gli enti ecclesiastici e religiosi nella loro di necessità di finanziamento di cui si è discusso a Milano, nei giorni socrsi, nel corso del convegno dal titolo “Il social lending nel Terzo Settore”, nell’Aula Pio XI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Antonella Cirese