La siccità e il referendum per l’acqua bene pubblico totalmente disatteso


Sono trascorsi 11 anni dal referendum con cui i cittadini italiani hanno espresso la volontà di continuare a considerare l’acqua un bene comune e pubblico. Ma tale consultazione referendaria è stata disattesa ed essendo quel referendum di natura abrogativa, a quella consultazione non è seguita una legge.

Il referedum del 2011 fu memorabile perchè si riuscì a raggiungere il quorum in una consultazione referendaria (è stata l’ultima volta) e sia perchè si manifestò al legislatore la volontà della gestione pubblica del servizio idrico.

L’estate 2022 verrà ricordata come l’estate della grande siccità che sta colpendo il paese da Nord a Sud ma in realtà il vero problema non è solo la siccità infatti la scarsità di acqua è dovuta al fatto che la stragrande maggioranza delle perdite idriche è dovuta alla mancanza delle revisioni degli impianti e degli acquedotti.

Non dimentichiamoci che c’è una grande mancanza di infrastrutture che non sono mai state rinnovate.

In tempo di PNRR e di risanamento delle risorse idriche forse è arrivato il momento di approvare una legge attuativa della volontà espressa dal popolo nel referendum 2011.

Antonella Cirese