I piccoli comuni protagonisti della transizione energetica

La transizione energetica è partita dal basso e vede protagonisti i piccoli comuni con un Mezzogiorno particolarmente attivo.
In questa fase di transizione proprio i piccoli comuni mostrano resilienza, capacità di mettersi in gioco abbandonando la “mera logica” assistenzialista e divenendo promotori di rinnovamento e rigenerazione dei propri territori.

In tutto il paese ci sono esempi concreti di comunità energetiche al sud ricordiamo il Comune di Ferla, in provincia di Siracusa, il primo in Sicilia, o quello di Biccari, in Puglia nell’entroterra, nel cuore dei Monti Dauni, o quello di San Giovanni a Teduccio a Napoli est, e poi ci sono quelli che in cui la comunità energetica sta partendo proprio in questi giorni come accade ad esempio nel comune sardo di Serrenti.

La comunità energetica, introdotta giuridicamente in Italia nel 2020, con l’art 42 bis del Decreto Mille proroghe, rende possibile nel nostro paese lo scambio comunitario di energia rinnovabile con tutti i relativi vantaggi economici, sociali e ambientali.

Le comunità energetiche creano un nuovo modello di produzione e distribuzione di energia rinnovabile libera dalle fonti fossili che vede collaborare istituzioni, territorio e comunità civile.

A questo punto sorge una domanda: I piccoli comuni hanno dato prova di essere pronti per le comunità energetiche e lo Stato, che fa.

Antonella Cirese