Il mondialismo sta perdendo la guerra

Il modello mondialista si basa su due elementi costitutivi irrinunciabili: la economicità della energia necessaria a muovere le merci da una parte all’altra del globo e la certezza del diritto interno ed internazionale.

Il covid e la guerra hanno polverizzato queste due certezze nel modo peggiore e quindi l’intera impalcatura del modello economico mondialista è andato in frantumi.

Ma i mondialisti non sono gli stessi che hanno fatto la guerra e “curato” il covid? Questa potrebbe essere la riprova che non esiste una cabina di regia (o complotto) che governa il mondo e che perlomeno esistono più anime che vogliono dirigere il globo non proprio pienamente d’accordo tra loro.

Ma l’alternativa all’appiattimento entro un sistema globale è solo un sistema centrato sulle identità locali. Certo, temperata dalle mega organizzazioni finanziarie o dell’automotive, dell’informazione e della tecnologia… ma la riesumazione delle identità come luogo e modello economico alternativo al mondialismo attuale è ormai una realtà certa.

I fatti ci diranno fino a dove e quando le identità si spingeranno a sostituirsi alla componente internazionalista dell’economia. Ma possiamo dire con certezza che esiste una parte di quello che è il mondo delle imprese che va in una direzione e un’altra che va nell’altra. Precisamente l’economia reale è identitaria mentre quella tecnologica e finanziaria è globalista. La convivenza di queste due componenti non è e non sarà semplice per molte ragioni, ma è certo che la invincibilità del sistema mondialista efficientista non esiste ormai da tempo.

Questo significa che anche una certa universalità delle monete è fuori tempo.

Fin dalla decisione di imporre il pagamento delle materie prime energetiche in rubli -con conseguente collegamento di quella moneta a commodities (cioè a beni reali)- era evidente che la Russia e il suo antiglobalismo avevano vinto la guerra almeno sul piano economico. Adesso questa vittoria appare sempre più evidente e sempre più ampia: la leadership del dollaro è ormai in pericolo mentre l’euro scende imperterrito di valore sotto il peso della crisi del sistema renano fondato sull’export (e cioè sul mondialismo) che in Germania si riteneva invincibile come pensava Hitler delle sue armate.

Sta finendo un mondo che da decenni ci ha tolto il respiro pensando di insegnare ed imporre a noi come si fa economia!

Non saranno i cocci del mondialismo frantumato ad inventare un nuovo sistema che si regga senza le stampelle statali; dovremo essere noi a farlo!

Canio Trione