Una storia di altri tempi… in compagnia dei “turisti del cappero”

Edite Lanka ed Alessandro Ciulla si sono fatti conoscere quando, allora fidanzati, con una cinquecento, facevano il giro d’Italia a tappe (il giro del cappero in 80 tappe). Un po’ sognatori, grandi amanti della natura, hanno messo poi in pratica i loro sogni. Anche il loro matrimonio è stato all’insegna del risparmio, nel senso positivo del termine, rispettando la natura, evitando gli sprechi. Oggi sono i protagonisti di un’altra entusiasmante storia.

“Io ed Edite – così si racconta Alessandro – abbiamo cambiato vita nel 2017, dopo avere gestito un piccolo albergo a Linosa. Ora abbiamo un uliveto in permacultura a Caltabellotta, in Sicilia, e facciamo la vita dei contadini, oltre che avere messo al mondo due figli (nel 2017 e adesso).

Sui post del profilo Facebook di Alessandro si viene a conoscenza di un sistema di vita completamente diverso dalla maggior parte della gente di oggi: niente sprechi, concessioni alla moda, rispetto dei tempi della natura, cibo sano rispettando la stagionalità e tanti consigli utili su come coltivare la terra, innalzare muretti, cucinare in modo semplice. Edite è una vera e propria forza della natura e, pur avendo studiato, ha preferito una vita semplice a contatto con la natura che rappresenta ogni giorno una scoperta. Gli stessi principi sono stati trasmessi al piccolo Dario, bellissimo e molto intraprendente primogenito della coppia, protagonista della storia raccontata dal papà, un racconto denso di emozioni.

“Dario ha assistito a tutte le fasi del parto naturale del fratellino, avvenuto in casa. Di notte, si è svegliato attratto dai lamenti della mamma dovuti alle contrazioni.  Si è seduto vicino ed è rimasto in silenzio ed attento, ma con un’attenzione partecipata e consapevole dello sforzo della mamma per dare alla luce il fratellino.

Il momento del parto è arrivato velocemente ed in maniera inattesa. Per la mamma, innanzitutto, ma anche per lui e per me. La levatrice stava arrivando a casa, ma il bambino ha deciso di uscire prima e ci siamo trovati tutti e tre davanti a questo evento incredibile, miracoloso. Ho chiamato al telefono la stessa levatrice, che durante la fase della fuoriuscita del bambino, è stata per me straordinaria. Ha mostrato la straordinarietà della tranquillità e dell’emozione, che ha trasferito in un attimo a tutti e tre, restando in vivavoce.

Mia moglie – dice Alessandro – ha partorito in piedi, leggermente piegata sulle gambe. Ha avuto la prontezza di prendere il bambino in mano. Dario gli ha dato subito una carezza e un bacio sulla testa.

Lo abbiamo girato per qualche attimo a testa all’ingiù, per accertarci che le vie respiratorie fossero libere.

Abbiamo aiutato, poi, la mamma a sdraiarsi sul letto e ad appoggiare sul suo petto il bambino, che era tranquillo, senza alcuno sforzo sul volto. Dario ha assistito, poi, alla fuoriuscita della placenta, ma non ha mai mostrato il minimo timore. Forse, perché ha visto la tranquillità mia e della mamma. Anzi, mi viene da dire che qui il forse non ci vuole.

Lui è il risultato di alcune prove importanti che ci hanno permesso di eliminare la nostra paura attraverso il coraggio di guardarle in faccia ed affrontarle. Quella tranquillità che ha mostrato è un testimone che gli abbiamo passato, dopo avere superato le nostre paure.

Ha assistito, quindi, al taglio del cordone ombelicale e, poi, alla pesatura, che si vede in foto, ma sempre con quel sorriso curioso con cui ha vissuto tutti i momenti della nascita del fratellino.

Non ha compiuto, ancora, cinque anni, ma lui sa già che il parto è una cosa naturale. Va vissuto per quello che è, un rito d’ingresso in questa vita, senza avere paura”.

Al neo arrivato Arno e a tutta la famiglia Ciulla formuliamo gli auguri di una vita serena nel rispetto della natura e dell’ambiente.

Paola Copertino