La mappa dei reati contro gli animali

I dati elaborati nel Rapporto Zoomafia 2022 relativi ai crimini contro gli animali consentono di valutare anche geograficamente l’andamento di tali reati e di intervenire in termini di politiche criminali localizzate.

Anche per il 2021 la Procura di Brescia, sempre in base al campione del 70% delle Procure analizzato, si conferma quella con più procedimenti iscritti per reati contro gli animali: 538 con 363 indagati. Come sempre la maggioranza dei procedimenti riguarda i reati venatori o contro la fauna selvatica: 280 pari al 52,04% del totale, con 281 indagati pari al 77,41% del totale degli indagati. È noto che la provincia di Brescia rappresenta l’hotspot del bracconaggio più importante d’Italia quindi il numero dei procedimenti per tali reati influisce notevolmente sulla media totale dei reati contro gli animali registrati. 

Seguono Bergamo con 239 procedimenti e 91 indagati; Verona con 201 procedimenti e 127 indagati; Vicenza con 187 procedimenti e 143 indagati;  Como con 187 procedimenti e 37 indagati; Napoli con 181 procedimenti e 108 indagati; Firenze con 175 procedimenti e 91 indagati; Roma con 172 procedimenti e 96 indagati; Ravenna con 172 procedimenti e 51 indagati; Genova con 156 procedimenti e 61 indagati; Treviso con 143 procedimenti e 50 indagati; Oristano con 138 procedimenti e 22 indagati; Arezzo con 133 procedimenti e 30 indagati.

La Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali si conferma ancora una volta Savona, con 4 procedimenti e 2 indagati. Quest’anno però, stranamente, sugli stessi numeri si attesta la Procura di Napoli Nord che negli anni scorsi ha presentato numeri ben diversi. Seguono Tempio Pausania (SS) con 12 procedimenti e 11 indagati; Vasto (CH) con 15 procedimenti e 4 indagati, Campobasso con 16 procedimenti e 2 indagati; Crotone con 18 procedimenti e 6 indagati; Lanciano (CH) con 19 procedimenti e 17 indagati; Aosta con 19 procedimenti e 10 indagati.

Per quanto riguarda i dati delle Procure presso i Tribunali per i Minorenni, i procedimenti sopravvenuti nel 2021, riferiti a 23 Procure su un totale di 29, pari al 79%, sono stati 24 con 32 indagati. Rispetto al 2020, si registra una variazione del +45% dei procedimenti (da 20 sono passati a 29) e del numero degli indagati (passati da 22 a 32).

La Procura per i Minorenni con maggior numero di procedimenti ancora una volta è Napoli, con 5 procedimenti e 6 indagati (in diminuzione rispetto all’anno passato quando i procedimenti erano 6 e gli indagati 8). A Palermo, invece, si registra il maggior numero di indagati minorenni: 7, con 3 procedimenti.

A livello nazionale il maggior numero di ragazzi indagati, 19, è per maltrattamento di animali; 10, invece, quelli indagati per uccisione di animali. Seguono: 2 per reati venatori o contro la fauna selvatica, e 1 per traffico di cuccioli.

Nonostante le difficoltà di lettura, le statistiche dei reati contro gli animali possono offrire indicazioni preziose e sufficientemente attendibili sull’andamento di tali reati nel nostro Paese. Per quanto di non facile lettura, questi dati possono costituire un elemento di forte valenza per la definizione di strategie di politica criminale. Non solo: analizzando la distribuzione geografica dei reati contro gli animali è possibile fare una mappatura della criminalità, crime mapping. La mappatura, fornendo indicazioni sulla manifestazione del reato nello spazio e nel tempo, consente di ipotizzare in modo attendibile la tendenza futura dei comportamenti criminali analizzati nelle aree interessate e di individuare hotspot nei quali il problema assume caratteri allarmanti. In criminologia, vengono definiti hotspot i punti di concentrazione della criminalità e sono strettamente correlati alla mappatura della criminalità, in quanto indicano quelle che sono le aree in cui il problema è maggiormente presente.

Ciro Troiano