Ma quale governo. Vogliamo la pace

Siamo sicuri di interpretare i pensieri del novantanove per cento degli italiani (e non solo degli italiani) se auspichiamo da queste colonne, e con la massima convinzione, la fine delle ostilità senza se e senza ma.

Naturalmente si parla di ogni ostilità includendo quelle economiche… da ambo le parti.

E lo diciamo non solo per interpretare un auspicio e un interesse generalmente condiviso ma anche e principalmente perché siamo come tutti convinti che la pace è cosa che riguarda la diplomazia e non certo i militari… e non saranno i successi di questi ultimi a portare ad una pace condivisa e quindi duratura.

Quindi pace subito e su tutti i fronti… i diplomatici facciano poi il loro mestiere.

Una delle ragioni principali della crisi politica in atto in Italia è proprio questa questione della guerra e un nuovo governo che si dia questo preciso compito avrebbe il cento per cento della simpatia popolare.

Contro i sentimenti dì tutto il mondo nessuno né dei contendenti né di altri lo propone. Né esiste uno schieramento politico che si dia questo scopo… neanche in Italia. Perché? Come mai la guerra non viene contrastata convintamente con i mezzi della diplomazia  dai potenti? Quale perversa cultura anima questa gente? È indubbio che tutti avrebbero da guadagnare dalla pace, anche Putin, ma nessuno si muove.

E non basta evocare i soliti interessi economici per spiegare tanta miopia. Esiste un vero intento di eliminazione dell’avversario, una specie di genocidio culturale e sociale, che qualcuno ha come obiettivo della propria azione. E sono persone molto lontane dalla nostra mentalità che andrebbero individuate seguendo il percorso della loro influenza… capiremmo meglio molte cose.

Se in Italia ci si desse questo obiettivo della pace totale e subito per il prossimo scorcio di legislatura tutti i partiti compattamente dovrebbero individuare un nuovo capo del governo (ovviamente diverso dal duo di Maio Draghi compromessi nella precedente fase della guerra) che nella rimanente parte della legislatura si dia questo scopo che, questo si, merita una maggioranza bulgara.

E se la nostra è una democrazia come mai il sentimento prevalente nella popolazione non emerge in Parlamento? E se la nostra vorrebbe essere democrazia rappresentativa chi rappresenta i voti del 100 % degli italiani?

La grandezza di un esecutivo si misura nella sua capacità di realizzare i desiderata dei governati e non altro…

Canio Trione