Puglia laboratorio dell’incredibile

Il “contrasto alla mobilità privata”, cioè la lotta alle automobili che vanno a carburante, è uno dei punti principali della idea attuale dei progressisti; i progressisti sono quelli di sinistra che, per ragioni non precisate, ritengono di sapere meglio di tutti e precisamente meglio degli elettori quello che è meglio per i cittadini. Questo contrasto all’uso delle automobili pensano di realizzare, mai dicendolo se non in maniera incidentale, ma con i più vari mezzucci: diminuzione dei posti auto, restringimento delle carreggiate, rincaro dei carburanti. A Bari si è pensato addirittura di distinguere all’interno delle zone a parcheggio riservato ai residenti (muvt) sottocategorie e sotto sotto categorie con i colori che cambiano nella stessa strada restringendo e burocratizzando il diritto a parcheggiare per i residenti con la voluta conseguenza di confondere l’ignaro automobilista ed indurlo a contravvenire per sanzionarlo.

Però, nel recente passato, le sinistre non ancora divenute post comuniste sostenevano che si dovesse migliorare il tenore di vita delle moltitudini diseredate magari permettendo loro di comperare un’automobile; adesso dicono l’inverso: niente più automobili e i bisognosi è bene che rimangano tali vadano a piedi o con i mezzi pubblici che non funzionano. Così si predica e magnifica un ritorno alle biciclette e monopattini cui mai nessuno avrebbe mai attribuito la pur minima possibilità di sostituirsi alla tecnologia contenuta nelle automobili; naturalmente le bici e i monopattini di adesso sono ispirate alle performance dei cartoni animati e dei supermen e quindi sono dotati di motorini elettrici che li rende “fichi”; tecnologia che sempre loro fra vent’anni diranno essere dannosa e da contrastare.

Ma non ce l’hanno solo con le automobili, anche la plastica (altro frutto del progressismo dì qualche anno fa) va abolita, ma anche tutte le fabbriche costruite per dar lavoro al proletariato di avantieri vanno rase al suolo e rifatte (vedi l’Ilva di Taranto) perché dicono che più che migliorare il tenore della loro vita l’hanno accorciata. Ma non erano loro che avevano fatto carte false e saccheggiato il portafogli dei contribuenti di allora per costruirle?

L’odierno revisionismo progressista colpisce ogni aspetto del progressismo di qualche anno fa fondato sulla tecnologia: un televisore abbandonato su di una spiaggia è ormai un inquinamento intollerabile dell’ambiente cui nessuno prestava attenzione nell’era del progressismo di ieri l’altro.

Già si sussurra della abolizione del cemento che pur avendo fornito un tetto alle stesse moltitudini diseredate cui a quell’epoca si è voluto dare una automobile, adesso si scopre che ha una fine e quindi va sostituito…

Sprechi e disastri senza fine!

In sintesi non v’è nulla delle mirabilia del progressismo di ieri che non venga confutato da loro stessi oggi… e domani cambieranno nuovamente idea? Certamente, ma non è un gran problema, secondo loro la gente non ha memoria, è stupida!

Questa mentalità che si professa progressista ha in Puglia e a Bari un laboratorio speciale forse anche per la mancanza di una opposizione vera con una idea vera, fino al punto di leggere che il sindaco si è fatto promotore assieme ad altri di una lettera di sostegno al governo attuale! Pur non essendo materia sua, pur sapendo che la nostra energia, il nostro risparmio e i nostri figli vanno al nord o all’estero senza nessuna contropartita, pur non avendo avuto una idea meridionalista diversa dalle solite litanie della spesa pubblica, ci si prostra come se tutto va bene. Incredibile.

Ma come si può? E noi stiamo a guardare…

Canio Trione