La ripresa frenata dal calo del Pil

Inflazione alle stelle e consumi in crisi. Confcommercio tratteggia un quadro a tinte fosche. Diminuisce notevolmente il prodotto interno lordo e i mesi estivi denotano questa situazione. Inoltre il quadro internazionale appare ancora molto complesso e non si intravedono segnali di risoluzione del conflitto in Ucraina.

Ma andiamo con ordine.Il primo campanello d’allarme è il Pil, il cui andamento da maggio ha iniziato a segnare una diminuzione, rispetto al valore atteso. Il secondo campanello d’allarme riguarda i consumi. Esaminiamo la situazione meglio nel dettaglio. A giugno la domanda si è concentrata verso alcuni tipi di servizi, cresciuti di quasi il 12% rispetto all’anno scorso; e in particolare verso il turismo e il tempo libero. Ma per quanto riguarda i beni c’è stato un calo di oltre il 3% rispetto allo stesso mese del 2021. Aumenta quanto viene destinato dalle famiglie alle spese obbligate e di conseguenza diminuiscono i consumi liberi.

In sintesi: i consumi rallentano, l’inflazione cresce, il conflitto in Ucraina continua e preoccupa la prospettiva delle restrizioni monetarie. In questo contesto, la crisi politica rischia di ripercuotersi pesantemente su quella economica. C’è poco da stare tranquilli.

Paola Copertino