Inflazione alle stelle e consumi in crisi

E’ un quadro a tinte fosche quello di Confcommercio. Diminuisce notevolmente il prodotto interno lordo e i mesi estivi denotano questa situazione. Il quadro internazionale appare ancora molto complesso e non si intravedono segnali di risoluzione del conflitto in Ucraina.

I mercati delle materie prime continuano a essere attraversati da turbolenza, elemento che cotribuisce a rendere la situazione di per sé non semplice.

Dense nubi si stanno addensando sulla ripresa dell’economia Italiana. Lo segnala lo studio sulla congiuntura di Confcommercio. Il primo campanello d’allarme, secondo Confcommercio. è quello del Pil, il cui andamento da maggio ha iniziato a segnare una diminuzione, rispetto al valore atteso.

Il secondo campanello d’allarme riguarda i consumi.

Di solito gli italiani non sono disposti a rinunciare al cibo. Eppure anche per gli alimentari si è consolidato un segnale di ridimensionamento della domanda. A tutto ciò si aggiunge l’incremento dei prezzi.

Secondo Confcommercio le famiglie stanno iniziando a tirare la cinghia e l’organizzazione prevede quindi mesi difficili per quanto riguarda i consumi. Aumenta infatti quanto viene destinato dalle famiglie alle spese obbligate e di conseguenza diminuiscono i consumi liberi soprattutto per quanto attiene ai servizi che sono ben lontani dall’avere recuperato i livelli del 2019. E su tutto pesa il caro bollette.

Senza considerare che la crisi della politica rischia di ripercuotersi pesantemente su quella economica.

Paola Copertino