Il sole di Agosto tra i raggi e i sondaggi

Mentre radio tv, telegiornali e talk politici ci distraggono con le telenovele degli apparentamenti, tra le leadership dei partiti, e all’ombra del silenzio della Presidenza della Repubblica, si sta consumando l’ennesimo abuso al dettato della Costituzione, e proprio da parte di chi, dopo aver giurato fedeltà assoluta ad essa, demandato a farla rispettare.

Ci riferiamo alle nomine in atto decretate da un governo che non è più nel pieno dei suoi poteri. Il punto è l’interpretazione soggettiva di quali sono le attività che rientrano nella ordinaria amministrazione; poco ha influito una circolare del primo Ministro Draghi che ha precisato quali sono le attività consentite ad un governo dimissionario e quindi cosa va inteso come “disbrigo degli affari correnti”.

Di fatto vi è una gara silenziosa per firmare nomine di ogni tipo ai propri fedelissimi. Non solo le nomine nelle commissioni di vigilanza sugli affari delle pubbliche amministrazioni ma tanti incarichi evidentemente finalizzati a sistemare amici e parenti. La fantasia non manca e tra gli incarichi più originali vi è quello di “membro nella commissione di esperti per la pianificazione del destino del cicloturismo in Italia”, affidato a Ludovica Casellati figlia del Presidente del Senato. Nell’elenco dei Ministri iperattivi e sottosegretari vi sono quasi tutti ,da Brunetta che si è preoccupato di sanare posti vacanti da oltre un anno, ad Elena Bonetti; da Bruno Tabacci a Luigi Di Maio; da Roberto Cingolani a Mara Carfagna. Impegnati nelle nomine anche Massimo Garavagna ed Andrea Orlando. Chi più, chi meno tutti hanno ritenuto di impegnarsi nelle “sistemazioni” ancora non ultimate prima di dover lasciare agli uscieri le chiavi dei sontuosi uffici in cui molti di loro difficilmente ritorneranno. Più vivo che mai il mercato della nota azienda P&D, Poltrone e Divani.

Cancelli aperti nel campo largo presidiato ventiquattro ore su ventiquattro da Enrico Letta, munito di megafono per il classico invito del tipo “entrino signori entrino” ed in effetti c’è un andirivieni di tutto l’arco Costituzionale delle Sinistre con qualche ospite indeciso se diventare mancino o ambidestro. Una sorta di reminiscenza delle mitiche feste dell’unità con abbondanti arrosti di salsicce, birra e vino a volontà. Sembra che più volte si sia affacciato persino Di Maio, non sappiamo se, per deformazione professionale, abbia notato carenza di bibite. Al momento la partita in corso è tutti contro tutti ma il problema sembra non essere la incompatibilità dei programmi elettorali (per quello si trova rimedio semplicemente perché non se ne frega nessuno), il contrasto è tutto nelle candidature: vi è poco spazio, non ce ne per tutti, ed in più vi è la pretesa, in questo caso, di garantire posti alle mogli, compagne e simili, lo impone la proporzione 60/40. A poca distanza dal campo largo staziona l’avvocato del popolo inciampato a Roma su un inceneritore che rischia di bruciargli anche la carriera. Per Conte l’inceneritore continua ad innescare pericolosi focolai diffusi , infatti è attento a capire da dove tira il vento per evitare di autoestinguersi. Tutte le sinistre sono coese solo nel prospettare uno scenario apocalittico che per loro non è la guerra sotto casa o lo spread ingovernabile, ma una Italia governata dalla destra , peggio con a capo la Giorgia Meloni. Nonostante il dimezzamento dei parlamentari lo spazio in Fratelli d’Italia è notevole ed almeno in Puglia, tra le candidature all’uninominale che al proporzionale chi ha avuto la pazienza di aspettare anni nelle retrovie, finalmente un posto lo trova. Spazi ridotti per Lega e Forza Italia che dovranno tribolare per limitare i posti in piedi. Lo spauracchio servirà quantomeno ad aumentare l’astensionismo, ed è proprio l’astensionismo l’unico tallone D’Achille del successo della destra. La sinistra fino alla fine riuscirà a trovare la quadra ed a presentarsi compatta, siamo fiduciosi che anche i partiti minori di centrodestra, almeno questa volta riescano nell’intento di unirsi in un unico simbolo per superare lo sbarramento del 3% così da concretizzare la agognata alternanza per attivare un programma ragionato che possa liberarci dalle secche in cui l’Italia si è incagliata a causa di una politica economica gestita da una discutibile bussola europea. E non solo. il Sud è ancora una volta assente. E il debito? E le pandemie? E l’area del dissenso?

Dopo aver dedicato cinque anni ad addomesticare e polverizzare il grillismo nessuno del PD e dintorni vuole sentire più parlare di antisistema. Il dato reale è che astensionismo e lo scontento sono sempre di più il partito di gran lunga più numeroso. Adesso non c’è tempo per occuparsene: lo scrosciante applauso in tutto l’emiciclo riservato al commiato di Draghi segnò una giornata particolare che molti avrebbero evitato infatti sembrano tutti intenti a lavorare per ridare l’incarico a Draghi anche se Lui non si candida e quindi non ci deve raccontare per cosa governerà… Siamo pessimisti? Affatto. Peggio di così c’è solo la guerra.

Nino Monterisi Coordinamento Regionale movimento Politico Culturale IO SUD Puglia