La fiamma tricolore e la politica di distrazione di massa

Mentre “dove si può ciò che si vuole” (o quasi) si è deciso di inasprire la guerra coinvolgendo maggiormente l’Italia, mentre si è deciso di ridurre ulteriormente l’uso del contante e quindi lo stesso diritto di proprietà, mentre vaccini e pandemie rendono sempre più probabile la morte precoce di migliaia di noi in campagna elettorale si discute animatamente della fiamma tricolore inclusa nel simbolo di fratelli d’Italia. Non è un argomento che merita neanche un trafiletto ma chiarisce incontrovertibilmente che si vuole produrre un voto privo di informazione sui temi che contano.

Protagonisti di tali bassezze? Sempre loro, comunisti e fascisti che, entrambi, abiurano tali appartenenze e quegli stessi termini ma le difendono e accusano l’altro di esserlo. Sia gli uni che gli altri hanno collaborato alla costruzione dello stesso stato pervadente se non dittatore in economia contribuendo attivamente alla sepoltura della libertà di lavorare, alla iper fiscalità e burocratizzazione dell’economia e della stessa vita, alla compressione della proprietà privata e dei relativi diritti, in una parola all’affossamento progressivo del sistema e della cultura occidentale favorendo la crescita dei poteri della casta e cioè di un sistema più tribale e quindi barbarico che non democratico e quindi civile.

“Il” problema infatti sta nello strapotere della grande impresa o del grande partito che fanno il deserto attorno a se disinformando e prevaricando nel silenzio dei Palazzi o dei club esclusivi mentre le moltitudini tifano per il più fotogenico o telegenico o comunicatore senza alcuna cognizione degli interessi in gioco. Ma questa demolizione della Democrazia non è nella natura sia di comunisti che di fascisti? anche se tutti e due si vergognano di denominarsi così? E come mai se ne vergognano? Perché sono stati capaci entrambi di fallire miseramente nelle proprie politiche al punto di doversi inventare nuovi nomi non senza essersi frantumati in decine di differenti altri partiti dovuti proprio alla loro critica verso il comunismo e il fascismo da cui provengono. Nel ventennio in Italia il fascismo (quello vero incarnato da un dittatore di Predappio) si faceva ispirare da un comunista vero (tanto da chiamare le figlie con nomi non cristiani ma come “Rivoluzione Proletaria”) per edificare uno stato che influenzasse l’economia privata a proprio piacimento. Cosa che non solo significa costruire assieme –comunisti e fascisti- uno stato non democratico, ma significa -coscientemente- ipotecare il futuro regalando alla politica il controllo dell’economia… per sempre! Ed oggi che la politica è controllata dalle grandi imprese ci troviamo totalmente strozzati: tutti i beni di prima necessità dall’energia all’acqua, dalla sanità alla farmaceutica, dalla informazione/disinformazione alle autostrade, dalle banche alla finanza, tutto ciò che conta è strettamente nelle mani di poteri non democratici.

E anche la questione meridionale si riduce alla edificazione di ponti e strade con danari presi a prestito divenendo un affarone per banche e grandi imprese…

Le prossime elezioni servono a rafforzare questa dittatura del duo politica-grandimpresa che utilizza ogni occasione per consolidarsi ovviamente facendo finta di litigare sui colori dei simboli!

E qualcuno ci crede pure!

Canio Trione