Goletta verde e goletta dei laghi 2022

Il viaggio itinerante da Nord a Sud dell’Italia compiuto da Goletta verde e Goletta dei Laghi 2022, di Legambiente segnala la medesima situazione critica-emergenziale dello scorso anno.

Il monitoraggio scientifico ha riguardato 18 regioni e 37 laghi italiani, con oltre 200 i volontari che, dal 20 giugno al 1° agosto, hanno prelevato 387 campioni d’acqua, sottoposti poi ad analisi microbiologiche. Oltre 124 sono risultati oltre i limiti di legge.

I parametri indagati dalle Golette sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli): vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010); “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

Lo stato emergenziale dei nostri mari e dei laghi dipende dalla ormai annosa mancanza o inadeguatezza della depurazione delle acque.

L’Italia è in ritardo nel portare a termine i lavori necessari infatti sono quattro le procedure d’infrazione comunitarie attive, due delle quali già sfociate in condanna, assegnate dall’UE al nostro Paese per inadempienza alla Direttiva sulle acque reflue. ma ora è fondamentale che le autorità competenti prendano “davvero” in mano la situazione tenendo conto anche della quota di finanziamenti introdotta con il PNRR che ammonta a 600 milioni di euro (2021-2026) per rendere più efficace la depurazione delle acque reflue scaricate nel mare e nelle acque interne.

A bordo delle golette sono stati affrontati i temi della crisi climatica e della crisi energetica.

Per quanto riguarda la siccità è stata e ribadita la necessità di una gestione equa, sostenibile e razionale della risorsa idrica di fronte alla scarsità d’acqua con la conseguente necessità porre rimedio attraverso una strategia nazionale integrata e nuove misure per ridurre la domanda di acqua ed evitarne gli sprechi.

In relazione alla crisi energetica la strada da seguire è quella della transizione energetica con conseguente indipendenza dalle fonti fossili e Legambiente indica come soluzione ottimale contro crisi climatica e sociale, caro bollette e conflitto l’eolico off-shore che potrebbe essere il futuro del sistema produttivo energetico evitando rigassificatori e nuove centrali a gas.

Proposte da prendere seriamente in considerazione perchè vanno nella direzione del rinnovamento e della rigenerazione territoriale.

Antonella Cirese