Le elezioni politiche italiane e le ingerenze russe

Più che un sasso nello stagno, un vero e proprio colpo diretto a stomaco e cervello le dichiarazioni del numero due del Cremlino, Dmitri Medvedev, rivolte agli europei e apparse su Telegram. In realtà un appello – spot chiaramente destinato all’Italia al voto, quale Paese geopoliticamente più importante del Pianeta nonché chiave di volta di tutti i futuri equilibri internazionali a venire, a partire dal nuovo ordine mondiale che verosimilmente l’attuale politica degli Usa sta cercando di imporre a proprio uso e consumo: cioè e a discapito esclusivo, se vogliamo, di un’Europa «di cui gli Stati Uniti hanno il monopolio… e con un’Italia che obbedisce in maniera quasi automatica». Quell’“Europa gigante incatenato” – usando le parole del prof. Canfora come sintesi del pensiero di quasi tutti i maggiori intellettuali italiani – che ormai sembra comportarsi come un Polifemo che, accecato dalla propaganda di massa più poderosa che mente umana potesse mai concepire, non riesce nemmeno a vedere «la guerra nucleare dietro l’angolo». Senza contare una recessione che già morde, un PNRR tutto da ricalibrare (a debito e moltiplicando per 10 la spesa energetica ante bellum) e già inadeguato ad evitare una crisi globale di sistema e i fallimenti a catena che metteranno in ginocchio, guardando a noi, non solo l’Italia ma tutto “Il Vecchio Continente”.

Picchia duro su un nervo scoperto, perciò, la “volgarità” del linguaggio di Medvedev che tutto è tranne che casuale: una scossa di Realpolitik diretta a risvegliare dalla sua indifferenza senza speranza un popolo che, finalmente al voto e per un 60 % contro questa guerra, potrebbe disertare le urne invece che dare voce a tutto il suo dissenso per la posizione assunta dall’Italia in questo conflitto.  Immediate le reazioni alle parole dell’ex Presidente russo soprattutto delle sinistre che, fortemente e pubblicamente schierate con Usa e Nato, per un conflitto anche senza fine a fianco dell’Ucraina, hanno sùbito parlato di «ingerenza… grave interferenza…» da parte della Russia nel tentativo di condizionare il voto in Italia. Qualcosa che però oggi suona quasi come una pagliuzza ingigantita a dismisura nell’occhio dell’ex fratello, non guardando piuttosto al come e perché ci troviamo cobelligeranti in una guerra non nostra per Costituzione, Cultura e Fede e per scelte di un Governo politico non eletto direttamente.

Quasi paradossali dunque le spiegazioni richieste dalla sinistra a Berlusconi, Meloni e Salvini circa il loro atteggiamento ritenuto troppo diplomatico rispetto all’uscita a gamba tesa di Medvedev, peraltro interpretabile, volendolo, come un segno rivelatore della speranza, non ancora del tutto persa, della Russia di poter aprire attraverso un’Italia diversa un dialogo di Pace insieme all’Europa. Tutto ciò che verosimilmente non vogliono questi USA a guida Biden e cui, non sappiamo quanto inconsapevolmente, fanno sponda i loro accesi sostenitori italiani non rendendosi conto che la posta in gioco va ben oltre il Governo del nostro Paese.

 Di certo c’è che tutte le maggiori forze politiche in campo dovranno misurarsi con un’astensione stimata ben oltre il 40%, anche perché finora di tutto hanno parlato tranne che di questa guerra, causa percepita come primaria di tutti i nostri problemi attuali e futuri dalla maggior parte della gente. Quella che, se andasse al voto in massa basterebbe a mandare a monte il piano accuratamente preparato per un nuovo ordine mondiale credibilmente a guida “Bildeberg”, a dare all’Italia quel ruolo che le spetta per posizione e storia, ridare all’Europa quella pace e prosperità di cui ha goduto per circa 70 anni. Quanto basta, cioè, a fare del nostro, se libero da condizionamenti e interferenze esterne, il primo Continente del Mondo per tutto quello che è ed ha. La parola perciò al popolo italiano: nelle sue mani dunque il destino della nostra Nazione e, senza esagerazione, pure quello della Terra.

Enrico Tedeschi