Anche nel carovita ci sono due Italie

Una associazione di consumatori effettua una rilevazione statistica e scopre che al sud la vita costa meno che non al nord.

Non so cosa si credesse prima che questa notizia fosse divulgata ma adesso lo sappiamo in modo “ufficiale”. Alcune considerazioni si impongono impetuosamente:

  • Lo sapevano quei politici che brigano per un reddito minimo nazionale unico che vivere a Milano o a Napoli ha due costi differenti? Penso di no, perché se sapessero che la differenza tra il costo della vita tra nord e sud è dell’ordine del 30-50% non avrebbero mai ipotizzato e proposto un salario minimo unico nazionale uguale per tutti. Noi chiediamo a quei politici: con quale coraggio fanno i deputati e propongono cose folli di questo genere?
  • E i sindacati lo sanno che un salario unico nazionale come quello in vigore da decenni è bassissimo per i lavoratori del nord (che fanno la fame) e per gli imprenditori del nord (che si arricchiscono) mentre è esoso per gli imprenditori del sud (che falliscono) e un vero e proprio regalo per gli impiegati (specie pubblici) del sud? E di questa alleanza, almeno di fatto, tra sindacato e capitale del nord è possibile che non se ne sia accorto nessuno? E come mai il sindacato da decenni fa lo scendiletto del grande capitale? cosa ne ha avuto in cambio? e la disoccupazione meridionale non è il frutto di questa alleanza? e i cugini politici di sinistra non hanno capito nulla di questi traffici?
  • La nostra Banca Centrale, che è preposta alla lotta all’inflazione, lo sa che esistono all’interno di una sola nazione almeno due economie differenti con due livelli dei prezzi e quindi due dinamiche inflattive differenti? Se questo è vero, come è vero, quante economie e tassi di inflazione differenti ci sono in Europa? Perché trattano tutti alla stessa maniera premiando i ricchi e impoverendo i poveri? Ma quello che più conta: coloro che hanno scritto e teorizzato queste cose sballate per regolare la vita di cinquecentomilioni di europei dove sono? Cosa si attende a cacciarli additandoli al pubblico ludibrio? Quanto danno hanno fatto ai cittadini europei cominciando da quelli greci passando da quelli meridionali d’Italia, ma anche delle zone montane francesi o desertiche della Spagna o molta parte del Portogallo?
  • E le associazioni dei consumatori che hanno avuto questa modesta idea di scoprire l’acqua calda lo sanno che devono prendersela con la politica, il sindacato, le associazioni imprenditoriali del nord, e la BCE? O non hanno capito l’importanza di quello che dichiarano?  

Quando sbrigativamente si dice che “sono tutti uguali” e cioè che sono tutti interessati al proprio personale interesse si dice anche che non hanno quella competenza minima che potrebbe portarli ad interessarsi dei fatti concreti che invece loro ignorano completamente.

Adesso che le cose si stanno mettendo veramente male che si fa? Forse una bella guerra è esattamente quello che serve per mettere tutto a tacere… poi si vedrà. E noi zitti!

Canio Trione