In Puglia il primo mulino di comunità

A Castiglione d’Otranto, paese nella provincia di Lecce dove si coltivano orticole in estinzione e cereali antichi, da tre anni è attivo il primo Mulino di Comunità che si presenta come rimedio per combattere l’emigrazione dei giovani salentini e l’abbandono delle terre.

Promotore di questa iniziativa è l’associazione Casa delle Agriculture, intitolata a Tullia e Gino Girolomoni, pionieri del biologico italiano. All’esterno del Mulino c’è scritto “Chi semina utopia raccoglie realtà” ed infatti alla realizzazione del progetto hanno collaborato, con finaziamenti, Istituzioni, cooperative, associazioni, cittadini e agricoltori.

Il Mulino è gestito dalla cooperativa Tullio e Gino con lo scopo di incentivare l’agricoltura biologica e stimolare le persone a tornare a coltivare appezzamenti di terra abbandonati garantendo opportunità di lavoro sia ai giovani che al resto della comunità.

Durante questi tre anni il Mulino, con le sue macine di pietra, è diventato centro di trasformazione polivalente dei cereali di qualità, rivalorizzando la biodiversità cerealicola e leguminosa. Chiunque può portare il proprio raccolto e usufruire di un servizio di molitura a costi equi e sostenibili.

Il Mulino di comunità realizza un esempio di democrazia alimentare garantendo a tutti il diritto al cibo sano e mostra, ancora una volta, la volontà del Sud di rinascere partendo dalle ricchezze del proprio territorio per garantire ai giovani il diritto alla restanza.

Antonella Cirese