Enzo Maiorana “racconta” la Questione Meridionale – Intervista

Abbiamo incontrato il professor Enzo Maiorana, presidente di Noi Meridionali, che da decenni si batte per il superamento dell’annosa Questione Meridionale.

L’assenza di infrastrutture pubbliche al Sud è il nocciolo della Questione Meridionale

La Questione Meridionale è di certo una questione complessa ma alla sua base si trova con certezza la mancata volontà dello Stato di investire le stesse risorse nel Sud rispetto al Nord. E’ stato lo stesso presidente della Svimez, dottor Giannola, a rendere ufficiale qualche mese fa che le Regioni del Sud, rispetto alla percentuale di popolazione, dal 2000 al 2019 hanno ricevuto 840 miliardi in meno. Questo si trasferisce in carenza di infrastrutture e servizi che riducono la competitività di un Territorio, che è alla base del mancato sviluppo e della nascita delle imprese. Ma, con uguale certezza sappiamo che non sarà la edificazione mezzo secolo più tardi di quelle infrastrutture che si sarebbero dovute edificare a tempo debito che può sanare il ritardo accumulato e magari far tornare i nostri giovani qui da noi. Serve ben altro e la classe dirigente nordica certamente non ha alcun interesse a promuovere qui una competitività che ci potrebbe portare ad essere noi la locomotiva d’Italia. Purtroppo non capiscono che l’intera economia nazionale si svilupperà solo se si sviluppa il Sud, cosa che andrebbe anche a loro vantaggio.

L’assenza di banche meridionali è un problema? E se si come si risolve?

Questo è un problema rilevante perchè i risparmi dei meridionali (percentualmente maggiori rispetto al centro nord) depositati nelle banche vengono prestati al nord. Nel Sud si ha maggiore difficoltà di accesso al credito e questo ha un costo maggiore di circa 2/3 punti rispetto al nord. E’ evidente che un maggior costo del denaro si traduce in riduzione ulteriore della competitività delle imprese. La perdita del Banco di Sicilia e di Napoli, assieme alla scomparsa di tante banche locali, ha aggravato il disagio. E’ necessario ripristinare banche del Sud allo scopo non solo di facilitare il credito e a costi più bassi ma con la vocazione di incentivare le iniziative imprenditoriali sulla base della bontà dei progetti e innovatività dei contratti di mutuo; il rapporto tra piccola impresa e banca è così squilibrato a favore delle banche che va rivisto su base legislativa; che dire poi dei risparmiatori buggerati nel fallimento delle banche? Non si può attendere un solo giorno per risarcirli.

I rapporti economici con gli altri Stati mediterranei sono determinanti per il futuro del Sud?

Questo rappresenta un approccio naturale con Stati che si stanno sempre più sviluppando non solo per la vicinanza ma perchè ci accomuna la stessa storica cultura. Il rapporto potrebbe essere promosso anche dalle stesse Regioni meridionali.

La futura produzione di energia come e dove, secondo lei, deve essere realizzata?

Non solo la futura ma anche la presente dovrebbe essere realizzata usando non solo le grandi potenzialità che si hanno nel Mezzogiorno con l’energia eolica e solare ma con l’utilizzo degli enormi giacimenti che abbiamo nell’Adriatico,in Basilicata ,in Sardegna e in Sicilia. Il sottosuolo italiano è in grado di fornire 350 miliardi di metri cubi di gas, il fabbisogno nazionale è di circa 71 miliardi e non solo non si pensa di utilizzarli ma non si sfruttano nemmeno gli impianti che oggi abbiamo :Pensi che la produzione italiana è passata da 20,6 miliardi di metri cubi l’anno del 1994 a 3,6 miliardi del 2020. Questo è avvenuto sia per il veto delle varie associazioni ambientaliste ,spesso del tutto immotivato e ideologico, sia perchè potevamo comprare il gas a costi molto bassi. Ma questa mentalità non si può attuarla per i beni essenziali di una Nazione che deve puntare sulla autosufficienza per non essere esposta a ricatti come in questo momento. Ma v’è di peggio: il petrolio meridionale oggi viene materialmente devoluto a società per la più gran parte non italiane senza alcun ritorno se non poche elemosine che il Presidente della Lucania vorrebbe rendere più generose; ma sempre elemosine sono. Se per il futuro si intende regalare quel petrolio e quel gas a altri  come sta avvenendo in Basilicata e con i giacimenti di gas nell’Adriatico che viene estratto dalla Croazia, si finirà con il far prevalere le posizioni pregiudizialmente illogiche degli ambientalisti.

Il futuro sistema fiscale come deve essere impostato per il Sud?

Non è regolare pagare la stessa fiscalità a Bari e a Milano avendo due dotazioni infrastrutturali differenti. Se non beneficio degli stessi servizi non posso pagare le stesse tasse. Quindi va rivisto alle fondamenta il sistema fiscale attuale e noi abbiamo una proposta a tal riguardo ormai da anni.

La UE non permette che ci sia una impostazione fiscale diversa nei vari Territori, di conseguenza si dovrà pensare a una sistema fiscale sostitutivo non peraiutare” le zone meno sviluppate come il Sud ma per rendere equo il fisco come ad esempio si dovrebbero creare zone franche, queste ammesse dall’UE nei casi di ridotto sviluppo. Ma purtroppo la logica della riduzione degli svantaggi non fa parte della filosofia dei vari Governi sempre a trazione nordista. Pensi che dei 209 miliardi del Generation EU dateci dall’Europa, il 70% era da destinare al Sud perchè l’obiettivo era la riduzione del divario del reddito pro capite e la riduzione della disoccupazione. Al contrario sarà dato al Sud il 40% di quanto ricevuto.

L’acquedotto pugliese va privatizzato?

Sono un liberale ma personalmente giudico che i beni di prima necessità come l’acqua debbono restare di proprietà pubblica, ma proprietà non certo del politico di turno ma degli stessi utenti.

L’agricoltura meridionale potrà mai essere rilanciata?

Sarebbe indispensabile solo che i nostri Governi si imponessero in Europa perchè è lì che viene fatta la programmazione e i nostri Governi hanno accettato il ridimensionamento della nostra agricoltura che in particolare nel Meridione ha rappresentato per secoli una cultura della quale siamo stati privati con danni economici e occupazionali. Anche a questa scelta è dovuta l’emigrazione dei meridionali verso il nord che ha potuto sviluppare le imprese grazie a quella competitività che è stata negata al Sud.

Lo spopolamento delle zone interne come può essere fermato

Non solo lo spopolamento delle zone interne ma dell’intero Mezzogiorno può essere fermato solo attraverso un radicale cambio nella mentalità dei vari Governi che porti a concepire lo sviluppo economico del Sud e non il Sud come serbatoio di manodopera al servizio delle imprese del nord come è adesso. Questo è determinante non solo per un principio di giustizia sociale ,ma soprattutto per rispetto della Costituzione italiana che vuole che tutti i Cittadini debbano avere le stesse condizioni economiche e sociali e le stesse opportunità. Se non c’è questo non si è considerati nemmeno Cittadini dello stesso Stato. Questo si potrà realizzare solo se i Cittadini meridionali prenderanno consapevolezza e faranno crescere il Movimento per il Sud, una forza politica la sola che possa difendere la Dignità dei meridionali e il futuro dei nostri giovani, che non sono altri se non i nostri figli e i nostri nipoti e che non debbano nel futuro essere condannati al dramma dell’emigrazione a abbandonare luoghi e persone care nella speranza di una vita dignitosa.

E’ d’accordo con la riduzione della burocrazia per la realizzazione delle opere pubbliche

La burocrazia in Italia è tra i più gravi ostacoli allo sviluppo e non solo nella realizzazione delle opere pubbliche, pensi che in Italia per aprire una attività sono necessari 6 mesi mentre nel nord Europa solo 6 giorni. La burocrazia non solo paralizza l’esecuzione rapida delle opere ma spesso è alla base dei costi di realizzazione triplicati rispetto alle previsioni e questo anche a causa di comportamenti non sempre leciti e trasparenti .Questo è valido in particolare per le grandi opere e le grandi imprese mentre le piccole e medie imprese tanto del Sud quanto del Nord spesso in subappalto soffrono un grande disagio.

Canio Trione