Il quadro politico pre-elettorale e l’assenza di aquile della politica

Il quadro politico pre-elettorale si va componendo e pur con le ambiguità, con le doppiezze, con le furbizie contadine degli accattoni del consenso (cioè: i politicanti di casa nostra) chi voterà il 25 Settembre p.v. saprà almeno da che parte vogliono condurlo i partiti in lizza.

Diciamo che la paura fondamentale degli Italiani in questo autunno è la paura degli effetti della guerra in corso tra Russia e Ucraina e la crescente, inesorabilmente progressiva mancanza di fiducia nelle contrapposte propagande – russa e americana – per capire dove si andrà a finire.

La gente teme il Generale Inverno che, storicamente è sempre stato dalla parte dell’Armata Russa; non capisce perché debba fare sacrifici per ragioni che non sono adamantine e chiare e che vedono coinvolti nella lotta, con sua grande preoccupazione, neo-nazisti e neo-comunisti, risorti dalle ceneri; comprende poco l’atlantismo sperticato non tanto dei democristiani da sempre fedeli dello zio Sam per connaturato conformismo, quanto degli ex comunisti, un tempo fanatici di Stalin e soprattutto degli ex fascisti, nemici giurati, nel nome di Mussolini e in ossequio della ripristinata fiamma tricolore nel simbolo elettorale, della perfida Albione e dell’America massonica, plutocratica e guerrafondaia.

Eppure… nello schieramento dei partiti che vorrebbero contendersi il suo voto, l’italiano non scorge nessuno che si proponga di fare discorsi di ragionevolezza e buon senso agli altri Europei sull’assurdità di una posizione schierata e “non neutrale” per una “res inter alios acta” (come l’avrebbero definita saggiamente i Romani), che voglia riprendere il vecchio discorso di Charles De Gaulle che aveva ritirato la Francia dal comando NATO, avendo visto in tale organizzazione l’espediente degli Americani per intromettersi negli affari Europei, che ritrovi il coraggio di Bettino Craxi volto a impedire che truppe americane di stanza nel nostro territorio impedissereo ai Carabilieri di eseguire sul suolo italico gli ordini dell’Autorità italiana, unica legittimata a darli.

Se non ha i paraocchi e la mente deformata dalla propaganda mass-mediatica dominante, l’Italiano di media intelligenza potrebbe scorgere nel finto pacifismo del Movimento 5 stelle il modo subdolo per ricondurre nell’alveo della coalizione di Enrico Letta, (con cui il binomio Grillo-Conte ha concordato la finta involontaria e imprevista crisi di governo) i voti di protesta contro la guerra per rafforzare il fronte “guerrafondaio” più deciso dopo quello di Fratelli d’Italia e di Forza Italia (quest’ultima molto verosimilmente decisa a ricompattarsi con la democristianeria europea, in caso di equilibrio tra i voti dati alle due coalizioni).

Più difficile che l’italiano votante scorga e interpreti chiaramente il prudente atteggiamento della Lega contro l’atlantismo sperticato e acritico degli altri due leader di destra: è troppo timido e non sembra aver sufficiente fiducia nel fatto che l’astensionismo in Italia non si combatte con i pannicelli caldi della politica del conformismo “strapaesano” di provincia ma con il volo alto delle aquile della politica!

Luigi Mazzella