Il sud è sparito dai radar della politica

Il Sud è sparito dai radar della politica. Si sa, i programmi elettorali non valgono nulla e vengono formulati solo per animare il dibattito pre elettorale pur sapendo che dopo si farà come si potrà.

Però almeno le promesse da marinaio potevano essere tentati di farle! E invece nulla. Nessuno parla di Sud neanche i partiti antisistema. Pure il modello nordico che si è legato indissolubilmente alla politica nazionale e europea è visibilmente imploso. Guerre, epidemie, banche ed imprese grandi e piccole fallite a grappoli con perdite vertiginose… Mai era successo che si parlasse di non uscire di casa per una pandemia che poi si scopre che si poteva curare e mai si era immaginato di fermare le fabbriche per mancanza di energia… stiamo vivendo l’Apocalisse del Nord; pure si continua con l’assalto al bilancio pubblico a colpi di bonus e di redditi di ogni tipo da garantire a chi non fa niente, e poi cartelle pazze, multe di ogni genere, una specie di moderna guerra tra lo stato e i cittadini senza esclusione di colpi. Come se sulle spalle dello stato si potessero scaricare tutti i problemi e i costi senza farlo implodere!  

Da sempre il sud è stato presentato come un problema da affrontare a colpi di miliardi; servono soldi per questo o per quello, almeno per dotarlo delle stesse infrastrutture del nord, asili e ponti, parchi e strade, ferrovie e chi più se ne fa venire in mente più è bravo. Nord che però a sua volta vorrebbe avere le infrastrutture della Germania con cui compete direttamente; quindi quando si parla di Sud lo si fa per per spendere soldi mentre ormai l’intero sistema nordico, Germania inclusa, non riesce neanche a sopravvivere e quindi non v’è trippa per nessuno.

Le banche internazionali sempre attente alle esigenze dei bisognosi (sic!) hanno inventato il Pnrr e quindi si sono rese disponibili a dare soldi a prestito su garanzia europea; ma anche questo non sembra funzionare sia perché il tasso di interesse previsto non è più sufficiente, sia perché non si sa come spendere quei soldi, sia perché la guerra ha reso dubbio anche il miglior debitore sovrano.

La verità è che lo sviluppo si fa non certo con le infrastrutture che pure servirebbero, ma restituendo competitività alle piccole e medie imprese. Competitività sottratta proprio dalla politica e cioè dalla burocrazia statale e pubblica in genere. Esiste qualcuno in Europa che lo ha capito? No, ecco perché non si parla di sud; pure ancora si vuole affidare questo compito alla politica pur avendo questa dimostrato di non essere capace di farlo con i suoi sistemi centralisti e fondati sulla spesa; spesa che ormai non sarà più cosa buona per decenni a venire anche perché ogni euro speso altro non è che un euro di debito aggiuntivo.

Infine la politica risponde alle lobby e alle grandi imprese figuriamoci se pensano al sud!

Invece l’economia meridionale come icona dell’economia a dimensione d’uomo è il futuro del mondo intero; la prima cosa da fare è capirlo!

Canio Trione