Il viaggio come esperienza da vivere

È cambiato il modo di concepire il viaggio. In questa nuova normalità, la solita vacanza non basta. Chi è partito ha voluto condividere luoghi, tempo ed emozioni con locals ed esperti, per tornare a casa arricchito.

Questa estate è stata caratterizzata dalla scoperta del nostro Paese, dei borghi dell’Italia cosiddetta minore ma non meno affascinante. Molto è cambiato nel turismo dopo la pandemia. Innanzitutto si è modificato proprio il rapporto con il viaggio. Gli italiani hanno deciso di spendere di più per valori importanti come il movimento e la libertà.

È diventato importante non solo dove andare, ma anche come vivere la vacanza. Il turista ha preteso di essere coinvolto in maniera attiva, di vivere una una esperienza che lo trasformi, che lo faccia tornare a casa arricchito attraverso esperienze creative e relazionali che gli hanno permesso di capire la cultura e il modo di vivere della gente del posto. La parola d’ordine è quindi esperienza.

Tanti hanno vissuto emozioni a contatto con la natura, con voli e ponti sospesi su paesaggi mozzafiato o vissuto su case su alberi. Si è moltiplicata la voglia di viaggiare, di riappropriarsi della libertà perduta, di sperimentare nuove emozioni condividendole con le persone del luogo. Tanti i laboratori creativi, di cucina, artistici a cui hanno preso parte gli italiani, secondo i dati emersi.

Questo nuovo modo di viaggiare a contatto con i locals ha permesso di portare a casa nuovi saperi e nello stesso tempo ha contribuito economicamente a te ere vivi l’artigianato e i piccoli produttori.

Paola Copertino