I giovani e l’agricoltura

In base al focus ‘La dinamica dell’occupazione giovanile’, contenuto nella rilevazione Istat sul mercato del lavoro nel II trimestre del 2022, Coldiretti rileva che l’agricoltura è un settore in controtendenza in cui i giovani occupati, con meno di 34 anni, aumentano con un balzo di ben 19mila unità, rispetto a prima della pandemia.

La crisi pandemica ha stimolato un ritorno dei giovani alla madre terra. I giovani hanno compreso come l’agricoltura sia un settore che crea nuove opportunità di lavoro facendo innovazione. Fare agricoltura non significa solo coltivare o allevare ma applicare nuove tecnologie, attuare nuovi metodi di produzioni che siano sostenibili e rispettosi dell’uomo e dell’ambiente

Sono state iscritte nel registro delle start up dell’Agritech aziende che hanno creato una piattaforma online per il tracciamento e la certificazione di prodotti della filiera agroalimentare.

Ci sono 55mila imprese giovani che hanno rivoluzionato il mestiere dell’agricoltore impegnandosi in attività multifunzionali quali la trasformazione aziendale dei prodotti, la vendita diretta, le fattorie didattiche, gli agriasilo, le attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

Il ritorno all’agricoltura dei giovani è un segnale positivo da cogliere e da promuovere non solo attraverso tutti i progetti delle agevolazioni Ismea (istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) per l’imprenditoria giovanile in agricoltura ma anche attraverso l’eliminazione dell’eccessiva burocrazia spesso ostacolo per la nascita di attività imprenditoriali.

Antonella Cirese