Dopo la sconfitta, la Sinistra lancia moniti

 “Attenti a non varcare le colonne d’Ercole”: era, nei tempi antichi, un monito che aveva un valore non tanto geografico, quanto culturale. Oltre quelle colonne c’era l’inciviltà, la mancanza di valori e di nobili esempi di vita. Poi le scoperte geografiche avevano mostrato che oltre quelle colonne c’era l’Atlantico e, in  fondo, il nuovo mondo delle Americhe, toccato dallo stesso Oceano.

Nascevamo gli “Occidentali” che uniti, dal culto religioso mediorientale che li voleva “figli di Dio”, si erano sentiti portatori di una civiltà superiore. E’ verosimile che sia questa la ragione per cui il motto dei contemporanei profeti di sventure è diventato: guai a varcare la soglia dell’atlantismo e dell’europeismo, perdereste i vostri Valori!

Ora, il centro-destra, che, nella campagna elettorale, si è mostrato contrario all’immigrazione selvaggia in Italia oltre che a tutte quelle misure di sussidi, redditi di varia denominazione, bonus che hanno distrutto la vita sociale in un paese solido come la Svezia (che non a caso ha votato a destra), ha rivendicato anch’esso il suo orgoglio di sentirsi occidentale, e quindi “atlantico” ed “europeo”, in quanto collocato geograficamente in Europa.

Eppure, la Sinistra, dimostrando di non credere a quelle affermazioni, ha lanciato ugualmente il suo monito.

Vediamo, allora, se l’allarme abbia un fondamento e se veramente gli Italiani, andando a votare a data ravvicinatissima dalla caduta del governo Draghi (che si era mostrato come uno dei peggiori della storia della Repubblica) in un giorno unico (la domenica e non anche, come sempre, il lunedì fino ad una certa ora), dopo molti governi sinistrorsi giunti a Palazzo Chigi per investitura “istituzionale”, rischino veramente di andare verso il baratro per non avere dato il voto al Centro Sinistra.

Per dare una risposta all’interrogativo è necessario porsi ulteriori domande:

a) stare nel patto atlantico con l’America significa subirne necessariamente l’egemonia e la continua, pesante ingerenza (attraverso la NATO) negli affari europei?

b) volere l’unità dell’Europa equivale a dover accettare, per forza, la configurazione attuale dell’Unione senza guida e priva di autorità politica (e dipendente in buona sostanza dagli input provenienti dalle centrali finanziarie di New York e di Londra)?

c) se avremo una NATO meno egemonizzata dagli Stati Uniti d’America e gli Stati Europei meno succubi dei diktat di due tecnocrati preposti all’Unione Europea avremo perso o guadagnato valori?

Luigi Mazzella