Piroette europee

Le parole della Presidente della Commissione europea aprono un caso da manuale della disinformazione o, quanto meno, della cattiva comunicazione.

In perfetta buona fede, quasi ingenuamente, la Ursula d’Europa dice che: se la situazione politica in Italia dovesse evolversi “in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria”. Cioè: ogni stato deve fare quello che vogliamo noi. Punto; se no lo bacchettiamo. Ed è da credere che lo abbia detto sinceramente convinta della bontà della sua posizione tant’è che l’ha sostenuta -come ella stessa dichiara- per altri stati europei solo poche ore prima. Però in Italia per qualche ora ancora lo scettro ce l’hanno i cittadini che potrebbero votare contro le tesi europeiste e quindi questa frase potrebbe dare ragione agli “anti europei” cioè a quelli che vorrebbe riformare l’Europa proponendo e pensando in autonomia.

Quindi qualcuno del suo entourage le avrà fatto notare che doveva fare marcia indietro con un avvitamento arditissimo; così, prevedibilissima, è arrivata la precisazione che riportiamo dall’Ansa: “Penso che sia assolutamente chiaro che la presidente von der Leyen non è intervenuta nelle elezioni italiane quando ha parlato di strumenti e ha fatto riferimento a procedure in corso in altri Paesi”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, rispondendo ad una domanda sulle parole di von der Leyen alla Princeton University. Piroetta pietosa di qualche tecnocrate che -sempre in perfetta buona fede- nell’asserire -con sinistra tempestività- che noi non abbiamo capito, dimostra che lui non ha capito bene come stanno le cose: la questione non è entrare o meno nelle elezioni italiane (cosa che fanno senza limitazioni, esplicitamente e no e non solo in Italia) ma è il fatto che loro ritengono di avere il potere di sanzionare con provvedimenti ostili chi non si allinea al loro volere…! Cioè il tema non è influenzare o meno l’elettore italiano ma è: la gestione tecnocratica dell’Europa Unita è rispettosa delle opinioni avverse o no? Ha il potere di punire chi non è d’accordo o no?  È democratica o no? I cittadini sono sudditi di un potere superiore o no?

Quindi per nascondere la cosa divenuta troppo pelosa serve un’altra piroetta; i grandi comunicatori prendono a pretesto le parole di  “Berlusconi a Porta a Porta, secondo cui Putin “voleva sostituire Zelensky con un governo di persone perbene”. “Putin – ha affermato – è caduto in una situazione difficile e drammatica – ha affermato il leader di Fi -. Dico che è caduto perchè si è trattata di una missione delle due repubbliche filorusse del Donbass che è andata a Mosca ha parlato con tutti, con giornali, tv e ministri del partito, sono andati da lui in delegazione dicendo Zelensky ha aumentato gli attacchi delle sue forze contro di noi ed i nostri confini, siamo arrivati a 16mila morti, difendici perchè se non lo fai tu non sappiamo dove potremo arrivare e Putin è stato spinto dalla popolazione russa, dal suo partito e dai suoi ministri ad inventarsi questa operazione speciale”. (Ansa del 23.9.22)

Dall’alto della sua ormai veneranda età anche l’ex Cavaliere ha candidamente detto le cose come le conosce lui e -forse- come effettivamente stanno; ma scoppia un putiferio perché la verità “ufficiale” non è quella, e quindi un europeista (come lo è il PPE) non può dire una cosa diversa. La regola di molti politici è informare secondo quanto deciso in alto loco e non certo spiattellare un’altra verità. Si ribellano le tante sinistre italiane che pensano di rosicchiare qualche voto dimostrando la loro sudditanza culturale e materiale all’Europa Unita. Si ribellano anche quelli del PPE che temono evidentemente qualche ritorsione nei Palazzi europei (qualche poltrona di meno?). Questa chiassata degna dei migliori film di Totò ha, secondo i media maggiori, il pregio di oscurare un po’ la scivolata della Ursula d’Europa.

Comunque si alimenta un teatrino veramente divertente se non fosse grottesco e gravissimo.

Il Cavaliere è affetto da una malattia inguaribile e letale che si chiama vecchiaia; uno dei peggiori sintomi di quella malattia terribile è il conoscere molte più cose di un giovinetto anche se di belle speranze; quindi non può più essere ricattato e può divertirsi a dire le cose come stanno e permettersi il lusso di concedersi anche qualche ingenuità. In antico i vecchi erano ritenuti saggi e quindi rispettati proprio per questo.

Gli italiani capiranno come stanno le cose? Brogli permettendo, lo vedremo.

Canio Trione