Imprese e lavoratori promuovono lo smart working

A Benevento, il 29 settembre scorso, si è svolta la giornata di Studi sullo smart working organizzata dall’Inapp, Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, durante la quale sono stati esaminati i dati relativi a due report “Attualità e prospettive dello smart working. Verso un nuovo modello di organizzazione del lavoro?” e “Verso lo smart working? Un’analisi multidisciplinare di una sperimentazione naturale”.

I dati parlano chiaro. Le imprese e i lavoratori promuovono il lavoro agile infatti per due datori di lavoro su tre, il 66%, lo smart working incrementa la produttività e consente il risparmio dei costi di gestione degli spazi fisici in particolare per le piccole imprese. Inoltre, per il 72% dei datori di lavoro, aumenta il benessere organizzativo migliorando l’equilibrio vita-lavoro dei dipendenti.

Dal punto di vista dei lavoratori lo smart working favorisce la qualità della vita lavorativa favorendo la conciliazione vita privata e lavoro consentendo anche un risparmio di tempo per gli spostamenti, apprezzato dal 90%.

Esaminando le aree geografiche risulta che il Nord-est traina lo smart working. E’ qui che il 70% delle imprese lo usa seguito dalle imprese del Nord-ovest mentre il Mezzogiorno raggiunge una quota del 30%. Un’analisi che conferma come lo smart working metta d’accordo sia le imprese che i lavoratori e spinga quindi a favorire la digitalizzazione e a migliorarne i processi produttivi in particolare nel Mezzogiorno che, grazie alla diffusione dello smart working e del south working, potrebbe trarne beneficio perseguendo l’obiettivo della rigenerazione territoriale e del ripopolamento delle proprie aree geografiche.

Antonella Cirese