L’Italia. Un Paese da ricucire

Censis-Confcooperative ha realizzato, in occasione del confronto con la Cei, un Focus dal titolo “Un paese da ricucire” dal quale emerge un quadro sconfortante dove a causa dell’inflazione e della crisi economica aumentano nel nostro paese le persone a rischio di povertà.
Secondo il focus tra assoluta e relativa la povertà nel nostro Paese colpisce circa 3 milioni di famiglie, pari a circa 10 milioni di persone. Il numero di famiglie in povertà assoluta sono 1.960.000, l’equivalente di 5.571.000 di persone. Mentre sono 2.895.000 le famiglie, 8.775.000 di persone, che vivono in condizioni di povertà relativa. Sul futuro della tenuta sociale nel lungo periodo pesa inoltre la condizione dei pensionati: il 40%, 6,2 milioni di persone, percepisce un reddito pensionistico complessivo è uguale o inferiore a 12.000 euro. I “poveri”, che percepiscono cioè un reddito pensionistico nell’anno uguale o inferiore ai 12 mila euro sono 6,2 milioni, pari al 40%. Il 60% delle pensioni di anzianità o vecchiaia non raggiunge i 10 mila euro all’anno. La pensione di cittadinanza – con un importo medio mensile di 248 euro – è percepita da 126mila pensionati, di cui circa un terzo costituito da persone in condizioni di disabilità.

Resta il lavoro nero, aumentano il lavoro povero e le condizioni di precarietà economica e sociale.

Per quanto riguarda il lavoro privato sono invece 4 milioni i dipendenti “a bassa retribuzione” nel settore privato (retribuzione annua inferiore ai 12 mila euro): di questi, 412 mila hanno un lavoro a tempo indeterminato e full time.

Inoltre si affaccia il pericolo che ritorni ad aumentare il rischio default per le imprese italiane negli anni 2019-2022

Dal focus emerge la fotografia di un paese da ricucire con un occhio di riguardo al Sud infatti da queste condizione di precarietà economica e sociale sono colpiti i giovani (38,7% nella classe d’età 15-34 anni), le persone basso livello di istruzione (il 24,9% ha la licenza media) e quelle che vivono nelle Regioni meridionali (28,1%).

Bisogna ricucire partendo dal welfare, dalla valorizzazione del territorio e delle sue risorse, dall’accelerazione della transizione energetica e dal rimettere al centro la comunità con il suo patrimonio sociale, culturale e artistico.

Antonella Cirese