Sempre peggio

Il 18 settembre 2014 Giulietto Chiesa diceva, tra altre cose terribili, che i nazisti operavano in Ucraina fin d’allora per provocare la Russia. La rete ne è piena e una fetta crescente di cittadini ci crede; troppi dettagli ci dicono che qualcosa di vero non può non esserci…

Oltre al contenuto che andrebbe “ufficializzato” o smentito, sorge imperiosa una domanda: se l’informazione non ha voluto in tutti questi anni fare la sua parte e darci maggiore contezza di tali fatti cosa può valere la opinione degli elettori? Inoltre è evidente che anche in Russia l’informazione è un po’ distorta. Quanto? Più o meno della nostra? Anche nella ipotesi rosea che lo sia quanto la nostra vuole dire che il voto in Russia non vale nulla. Ma se il voto è ammalato in Russia e da noi -ottimisticamente- nella stessa maniera il sistema democratico e libero nel quale ci fanno credere di vivere non esiste nè qui, nè lì. Cioè stiamo in guerra senza sapere il vero perchè e solo per le motivazioni oscure di pochissime persone prive di nome e cognome conosciuti e che sono ben nascoste nella opacità.

In molti cominciano a chiedersi se in Iran stanno accadendo le cose che ci dicono e, se si, con quali motivazioni? vi sono dei fomentatori e dei finanziatori? o no?

Ancora peggio è da dire sulla recente epidemia e sulla efficacia dei vaccini: Peraltro la “forzatura” della informazione provax è palese come noti sono i danari elargiti ai media per effettuare una informazione mirata. Possiamo continuare a lungo con i casi di fiducia dei cittadini tradita dalla informazione… siamo un pò come la moglie o il marito che pur dichiarando amore eterno… ha tradito la fiducia accordatale/gli e quindi risulta difficile crederle/gli dopo.

Se poi andiamo ad esaminare i nomi dei candidati che abbiamo recentemente votato scopriamo che, al meglio, sono “informati” (meglio sarebbe dire disinformati o influenzati) dai giornali nè più, nè meno di come lo siamo noi; cioè la disinformazione coinvolge anche loro e quindi non hanno nessuno strumento per decidere e nessuna qualità per sedere in Parlamento né, tanto meno, di governare. Ignorano totalmente quello che vanno a fare.

Siamo all’ignoranza (sia nel senso latino che nel senso italiano) al potere.

A che gioco stiamo giocando?

Qualcuno deve aver pensato, dopo l’esperienza pentastellata e della pandemia che ormai gli italiani si sono abituati ad una classe politica di infimo ordine e quindi credono a tutto senza protestare; la partitocrazia o coloro che la guidano vuole che così deve andare; a favore di ignoti burattinai.

La vox populi però ha ben capito fuori da ogni informazione pilotata che la situazione è grave come non mai: attraverso le bollette (cui presto si aggiungerà quella dell’acqua) ci stanno spossessando dei nostri averi in modo crescente per farne cosa? Una guerra? cioè la gente lungi dall’essere credulona -come si può credere- comincia a vedersi toccata nel vivo e si forma una precisa convinzione non tanto dei fatti e degli interessi in gioco, quanto dei suoi interessi che non intende vedersi ulteriormente falcidiati. Nonostante la informazione ufficiale che da per scontati gli esiti della gestione della cosa pubblica la gente vuole essere tenuta fuori dai loro imbrogli. In antico si credeva che con una qualche mancetta si tengono buone le moltitudini (pane e circenses); così oggi seguendo quella regola ci vediamo sommergere di bonus di ogni tipo peraltro quasi impossibili da conoscere e percepire; certamente nessuno li rifiuta ma con uguale certezza nessuno vuole barattare il frutto del proprio lavoro e risparmio con quelle mancette; specie se si pone mente al fatto che i recenti provvedimenti -imprevedibili fino a cinque anni fa- sistematicamente travisati dall’informazione, nascondono intendimenti indicibili di burattinai lontani e diversi da noi. Cioè siamo alla rottura del patto politico ed istituzionale tra base e vertice che va sotto il nome di democrazia così tanto declamata anche dai potentissimi d’Europa.

Senza informazione imparziale non v’è democrazia, perciò il prossimo passo è la piazza.

Canio Trione