La guerra prossima ventura

Per noi che abbiamo vissuto alcuni millenni di storia fatta di guerre e di politica, di filosofia e di diplomazia non è molto comprensibile, ma sembra proprio vero che il Presidente dell’Ucraina abbia ratificato la decisione del suo Consiglio di Sicurezza e di difesa nazionale (di cui non sappiamo né se è elettivo, né quali siano i poteri) per il quale è “affermata l’impossibilità di intrattenere negoziati con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin”. Lo riporta Ukrainska Pravda.

Se dobbiamo credere alla lettera di questa dichiarazione significa che la guerra attuale non finirà e che il nostro coinvolgimento sarà crescente. E questo per una decisione secca e unilaterale. Alle volte i toni si accentuano alla vigilia di un cessate il fuoco o di una pace vera e propria, ma visti gli attentati recenti e le diplomazie dormienti dobbiamo credere proprio che avremo la guerra; non quella nella quale si invitano gli amici da tutto il mondo con i quali si fanno i summit, ma quella vera.

Effettivamente la nascita e crescita di nuovi potentati globali portano la posizione della superpotenza per antonomasia in una condizione che è peggiore di quella che deteneva durante la guerra fredda. Non è credibile che questa cosa venga accettata senza contrastarla manu militari. Di contro va detto che il fatto che la Cina sia divenuta così potente è stato per colpa del suo accesso al WTO nel dicembre 2001 consentito dai democratici USA contro ogni evidenza e convenienza, come il fatto che la Russia sia stata economicamente aiutata a superare la crisi del ’98 (che segnò la nascita politica di Putin) sapendo che gli “aiuti” sarebbero andati direttamente nelle tasche degli oligarchi non è irrilevante, come anche la imposizione anch’essa di ispirazione di sinistra dell’economia globalizzata si rivela oggi una perfetta stupidaggine se non un suicidio che ha ucciso le piccole imprese europee per far crescere queste nuove potenze; che adesso si devono ridimensionare a suon di bombe nucleari e pure si continua a considerare i sovranisti un pericolo quasi che loro, i globalisti, non abbiano già rotto il vaso e tutta la cristalleria fino a produrre una guerra di queste proporzioni.

Il caro bollette -totalmente illegittimo da qualunque parte lo si voglia considerare- sarà presto un problema secondario e quasi un preambolo di scenari apocalittici, come preambolo oggi scopriamo essere stato il covid e i relativi coprifuoco; una specie di prova generale delle capacità di reazione della popolazione (?) o una vaccinazione generale in vista di uno scontro anche batteriologico? non sapremo mai la verità ma ci conviene pensare alla nostra gestione del probabile prossimo periodo di guerra allargata. Quanto sarà allargata? Ci coinvolgerà direttamente?

Sembra che i militari abbiano in scarsa considerazione i nostri problemi sia personali che aziendali e non solo dei nostri come italiani, ma anche dei nostri di europei quindi saremo soli a cercare di farla franca. I deputati che abbiamo dovuto scegliere il passato 25 settembre che dovrebbero rappresentarci e difenderci non brillano in sagacia, né in coraggio tranne pochissimi.

Le operazioni militari mirano usualmente ad obiettivi preliminarmente militari come basi aeree, navali, caserme, depositi di munizioni e armamenti. Anche se vicini alle case civili. I missili ormai sono molto “intelligenti” ma possono sempre sbagliare e quindi potrebbero interessare anche le zone vicine a basi come Aviano o Gioia del Colle o Sigonella o tante altre. Ma data la disinvoltura con la quale abbiamo visto saltare in aria il gasdotto baltico anche gli elettrodotti e i cavi delle comunicazioni aerei o sottomarini sono a rischio con i servizi da essi erogati. Satelliti e reti internet sono anch’essi esposti quanto le reti elettriche e le pipeline. Il bersaglio “minore” che possiamo immaginare sarà l’energia e le comunicazioni internet con relativo blocco delle banche e della stessa possibilità di difesa dell’intero occidente. Questa è la prima ondata se andrà come prevedibile. Poi non sappiamo.

Se si estenderà questa sarà una guerra che è iniziata nel febbraio scorso in modo convenzionale ma che diverrà guerra di tecnologie che colpirà certamente ognuno di noi economicamente e, alle volte, anche personalmente; ma i danni maggiori li subiranno i colossi della tecnologia, della finanza, dell’energia, dei media cioè quelli che pensano di essere onnipotenti.

Quindi questa guerra cambierà molte cose e non è detto che saremo noi cittadini ad avere la peggio.

Canio Trione