Traffici virtuali, pericoli reali: Rete e crimini contro gli animali

Nei giorni scorsi si è tenuto a Roma, nella prestigiosa sede della Scuola Ufficiali Carabinieri, il XXXV Congresso della Società Italiana di Criminologia. “Relazioni Virtuali – Vittime Reali”, questo il titolo dell’evento che ha offerto l’opportunità agli studiosi e ai professionisti del settore di trattare e approfondire uno dei temi di principale attualità in ambito criminologico e vittimologico: la linea di confine che segna l’interscambio e, contemporaneamente, l’indifferenziazione tra “realtà reale” e “realtà virtuale”.

Al congresso ho avuto l’onore e il privilegio di presentare due relazioni scientifiche: una, “Preso dal nervoso, gli ho sparato”, su vittime e offender nel maltrattamento di animali; l’altra, “Traffici virtuali, pericoli reali” sulla fenomenologia dei crimini contro gli animali in Rete.

In quest’ultimo intervento ho avuto modo di illustrare le nostre analisi sui vari traffici a danno degli animali che vengono veicolati sulla Rete.

Schematicamente, i principali modi di utilizzo di internet per attività illegali contro gli animali sono:

  • Diffusione di immagini e video relativi ad uccisioni e atti di violenza contro animali;
  • Traffici di animali;
  • Raccolta di scommesse su competizioni tra o di animali;
  • Promozione di attività illegali a danno di animali;
  • Truffe e raggiri con uso di animali.

La diffusione di immagini e video riguarda diverse tipologie di maltrattamenti:

  • Uccisione gratuita (es. animali dati a fuoco, lanciati da edifici, scuoiati vivi, ecc.);
  • Violenza (animali picchiati, feriti, appesi, usati come bersaglio, ecc);
  • Crush fetish e zooerastia;
  • Combattimenti tra animali;
  • Corse clandestine di cavalli.

Il legame tra scommesse clandestine e competizioni tra animali è antico e consolidato. Basti pensare alle corse clandestine di cavalli, alle truffe nell’ippica e ai combattimenti tra animali.

Frequenti inchieste confermano di volta in volta questo criminale abbraccio; del resto, gli interessi economici sono cospicui. Varie indagini, ad esempio, hanno documentato che parallelamente alle corse clandestine di cavalli le consorterie si rivolgono con attenzione al settore della raccolta delle scommesse e dei giochi online.

Attraverso la gestione dei centri scommesse, infatti, come messo in luce dalla DIA, esse accrescono la propria capacità di penetrazione e controllo di altre attività nel territorio, in una sorta di circolo vizioso, cogliendo non solo opportunità di riciclaggio, ma anche la possibilità di dare lavoro a persone organiche a Cosa nostra.

Il commercio di animali trova come via privilegiata di diffusione la rete. Ai siti commerciali destinati appositamente alla vendita di animali si aggiungono siti di commercio e scambi tra privati, piattaforme di annunci, pagine Social a ciò destinate.

Un mondo parallelo, a sé, che appare svincolato dalle regole vigenti in materia di commercio di animali e che presenta molti punti di fragilità e di rischio illegalità. Negli ultimi anni, i traffici a danno di animali, appartenenti sia specie protette che non, sono aumentati notevolmente, come dimostrano indagini e inchieste realizzate nel nostro paese e altrove.

Il Dark web, come per altri traffici criminali, è un enorme fattore di rischio, soprattutto per grossi traffici, riconducibili a gruppi organizzati e strutturati.

Il commercio e traffico di animali include tipologie di animali vivi o morti diversi per specie e livello di protezione. Dai pesci tropicali, ai rapaci, dai pappagalli alle tartarughe ai cani allevati nell’Est europeo, dai cardellini ai cani da combattimento ai trofei di caccia: in rete è possibile trovare in vendita quasi tutti gli animali.

Internet rappresenta un volano per molte condotte a danno degli animali. Immagini e video fanno il giro del mondo attraverso social network e scatenano un pericoloso effetto emulativo.

La rete rappresenta uno strumento importante per il commercio di animali in genere, tanto che anche le classiche attività commerciali, come negozi o allevamenti autorizzati, non possono prescindere dal fare ricorso ad internet.

In rete, e solo nell’ambito geografico italiano, possiamo trovare animali di tutti i tipi: dai paguri alle tarantole, dai cardellini ai gerbilli, passando per pappagalli, rapaci, lucertole, pesci tropicali, genette, scorpioni, cinghiali, furetti, puzzole, ricci, lama, insetti, rane ecc. Un serraglio virtuale che, sovente, appare senza regole.

Molti di questi animali appartengono a specie tutelate dalla normativa internazionale o nazionale, ma, come abbiamo potuto osservare, solo una minima parte di essi sono posti in vendita facendo menzione all’esistenza delle dovute certificazioni autorizzative. In questo spazio possono insinuarsi attività illegali e traffici clandestini, come dimostrano annunci che palesemente attestano la vendita o il possesso di animali tenuti in modo irregolare o in violazione della normativa.

Ciro Troiano