Il nuovo governo? Una scalata impossibile

Scegliere la squadra di governo non è cosa semplice. Ancora più difficile lo è se l’ambizione è quella di imprimere da subito e con immediato effetto una linea diversa e salvifica alla nostra società ed economia; economia che è stata disastrata da decenni di follie. Inoltre serve trovare persone che siano attrezzate da curriculum “prestigiosi” quindi in continuità con il passato ma anche ardite nella capacità di cambiare. Infine si deve convincere anche il mondo dei portatori di Poteri Forti e di veti istituzionali che non si vogliono fare salti nel buio.

Cioè è impossibile.

La sinistra ben conoscitrice di questi giochetti attende gongolante il probabile fallimento: innanzitutto cambierà la propria immagine (nome, persone, slogan,…) poi creerà difficoltà nel fare il governo con tutti i paletti esistenti; secondo, favorirà difficoltà nel fare e realizzare i provvedimenti dicendo semplicemente no a livello politico ma anche burocratico ed amministrativo; terzo, sfaldamento della maggioranza a partire dai “moderati” sempre pronti al salto della quaglia; quarto, ribaltone.

Pure un cambiamento forte ed immediato è necessario per la sopravvivenza dell’intera Italia. Occorre procedere con cautela cominciando da alcune mosse “politically correct” che vogliamo qui provare ad elencare in un dodecalogo preciso e semplice in perfetta sintonia con il passato recente e meno recente.

  • 1 – rendere operativo “automaticamente” quanto previsto dalla 190/14 art.1 comma 246 e successivi rinnovi (possibilità di sospendere la corresponsione della sorte capitale per tutti i mutui e finanziamenti per le piccole imprese e famiglie) almeno dalle banche controllate da MCC e per tutti i mutui erogati con garanzia anche parziale di MCC;
  • 2 – aprire una trattativa con Abi sulla politica creditizia nazionale che può rilanciare la nostra economia o bloccarla;
  • 3 – rendere noto settimanalmente il livello del debito pubblico e la quota di debito pubblico detenuta dalla BCE;
  • 4 – costituzione di un fondo sovrano cui far affluire i proventi pubblici (come le concessioni) non rivenienti dalla fiscalità e quindi costituzionalmente non includibili nel bilancio pubblico;
  • 5 – pace fiscale;
  • 6 – calcolo del prezzo dell’energia per il futuro che deve essere “consigliato” ed individuato sulla base dell’energia consumata/prodotta in ogni regione e quindi variabile in base alla produzione che se ne fa in ogni regione;
  • 7 – la individuazione del tasso di interesse stabilito dalla BCE non è solo politica monetaria, ma anche politica creditizia e politica economica tout court, e quindi di pertinenza anche dei singoli stati;
  • 8 – concentrazione dei nuovi impianti eolici e solari in precise aree a ciò deputate in mare fuori dalla vista dei rivieraschi;
  • 9 – prevedere almeno al sud per le pmi una fiscalità forfetaria che riduca drasticamente la burocrazia aziendale e il rischio di accertamenti rendendo più certo il gettito fiscale;
  • 10 – libertà di accesso all’autoimpiego;
  • 11 – nazionalizzazione degli idrocarburi estratti in ambito nazionale;
  • 12 – emissione di nuovi titoli di stato privi di scadenza e trasferibili.

Ognuno di questi punti andrebbe chiarito e spiegato nei dettagli e nelle conseguenze altamente positive che portano con se; siamo certi che i politici e la prossima Presidente del Consiglio siano ampiamente in grado di comprendere la loro utilità immediata e grande, la loro praticabilità e la loro neutralità: non sono certamente di “destra” ma sono per l’Italia quale è, e quindi pensati per essa, nella certezza che è questo che hanno chiesto gli elettori ed è questo che serve; con l’accorgimento di non pestare i piedi a chi italiano non è.

Non citiamo la questione guerra che, va da se, va conclusa immediatamente secondo le vie diplomatiche; né la questione della revisione dei Trattati UE che stanno seguendo una loro trattativa. Né abbiamo voluto citare la questione meridionale che è la questione principale. Poi ci sono le questioni “minori”: reddito di cittadinanza, bonus vari, inflazione, tassi di interesse, scuola, giustizia, pensioni, un disastro senza fine.

Non si può trattare tutto e vorremmo che il nuovo governo, chiunque copra i posti chiave, realizzi almeno queste minime cose che hanno il carattere di urgenza per rimettere in piedi la nave Italia.   

Canio Trione