Zoomafia in Emilia Romagna: la situazione

Nei giorni scorsi a Bologna è stato presentato il Rapporto Zoomafia 2022. Gli eventi, organizzati dalla sede territoriale della LAV di Bologna, uno riservato alle forze dell’ordine, l’altro aperto ai giornalisti e al pubblico interessato, hanno fotografato la situazione del maltrattamento degli animali in Emilia Romagna.

Com’è noto, il Rapporto Zoomafiaalla sua ventitreesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità e si basa anche sull’analisi dei dati chiesti alle Procure. Per l’Emilia Romagna le risposte sono arrivate da 8 Procure Ordinarie su 9 (non ha risposto la Procura di Forlì). Non ha risposto neanche la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna. Questa la situazione nel dettaglio per i reati contro gli animali nella regione:

Bologna: in totale 108 procedimenti e 45 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono aumentati del +17,39% circa, passando da 92 a 108, mentre gli indagati sono diminuiti del -15,09% passando da 53 a 45.

Ferrara: in totale 80 procedimenti e 31 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono diminuiti del -27,27% circa, passando da 110 a 80, mentre gli indagati sono diminuiti del -27,90% passando da 43 a 31.

Forlì: non sono pervenuti i dati della locale Procura; tuttavia, sono pervenuti i dati forniti dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri secondo i quali nel 2021 nella provincia i Carabinieri forestali, nello specifico settore della Tutela della Fauna, hanno inoltrato 35 comunicazioni di notizia di reato alla Procura con 26 persone denunciate.

Modena: in totale 97 procedimenti e 52 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono aumentati del +31,08% circa, passando da 74 a 97, mentre gli indagati del +33,33% passando da 39 a 52.

Parma: in totale 85 procedimenti e 36 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono aumentati del +3,65% circa, passando da 82 a 85, mentre gli indagati del +56,52% passando da 23 a 36.

Piacenza: in totale 26 procedimenti e 10 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono diminuiti del -53,57% circa, passando da 56 a 26, mentre gli indagati del -62,96% passando da 27 a 10.

Ravenna: in totale 172 procedimenti e 51 indagati nel 2021. Nel 2020 non sono pervenuti i dati da parte della Procura di Ravenna; quindi, non è possibile fare un raffronto con quest’anno.

Reggio Emilia: in totale 51 procedimenti e 27 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono aumentati del +6,25% circa, passando da 48 a 51, mentre gli indagati sono diminuiti del -15,62% passando da 32 a 27.

Rimini: in totale 82 procedimenti e 27 indagati nel 2021. Rispetto al 2020, i fascicoli sono diminuiti del -24,77% circa, passando da 109 a 82, mentre gli indagati sono diminuiti del -46% passando da 50 a 27.

Nel 2021, nell’ambito territoriale di 7 Procure emiliane su 9 che hanno fornito dati sia per il 2020 che per il 2021, rispetto al 2020, c’è stata una diminuzione del -7,35% dei procedimenti penali per reati a danno di animali, e una diminuzione del -14,60% del numero degli indagati. 

In base ai dati ricevuti, possiamo stimare che nella regione, nel 2021, sono stati registrati almeno 740 fascicoli per reati a danno di animali (circa il 7,88% di quelli nazionali), con un’incidenza pari a 16,63 procedimenti per 100000 abitanti; e almeno 310 indagati (circa il 5,95% di quelli nazionali), con un tasso di 6,96 indagati ogni 100.000 abitanti.

Significativo il fatto che nella regione siano stati registrati, negli ultimi anni, tutti i reati analizzati dalla nostra ricerca. Tra i delitti riscontrati, va segnalato il traffico di cuccioli; in particolare ricordiamo l’operazione “Crudelia” dei Carabinieri Forestali di Reggio Emilia che ha sgominato un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di cuccioli con un volume di affari di circa 500mila euro. Non mancano però interessi più inquietanti: nel ricco mercato del traffico di animali da compagnia, infatti, si sarebbero infilati anche personaggi della ‘ndrangheta insediata nel territorio, come sarebbe emerso da dichiarazioni di collaboratori di giustizia nel corso del procedimento Aemilia. Suscita particolare preoccupazione anche il bracconaggio organizzato con importanti indagini su gruppi dediti ai traffici di avifauna catturata illegalmente sia in Italia che in altri Paesi europei. Oltre 2 mila uccelli, ad esempio, sono stati sequestrati e cinque le persone denunciate nel corso dell’operazione “I Signori degli anelli” condotta dai Carabinieri Forestali del Gruppo Forlì-Cesena, con l’ausilio di volontari della Lipu. L’attività dei Carabinieri Forestali nell’ambito della tutela della fauna a livello regionale è preziosa: solo nel 2019 sono state denunciate 129 persone e accertati 188 reati che hanno portato a 106 sequestri e a 25 perquisizioni. Desta molto allarme ­anche la pesca di frodo ad opera di gruppi organizzati che mettono in pericolo l’ittiofauna. Nel mese di maggio 2019, sono finiti in discarica 6 tonnellate di reti, barche, gommoni, carrelli e altri attrezzi utilizzati dai pescatori di frodo, sequestrati in cinque anni nell’ambito di attività di contrasto al bracconaggio ittico dalla polizia provinciale di Ferrara. 

Ovviamente i dati analizzati sono relativi a tutti i reati a danno di animali e non solo a quelli attribuibili ad organizzazioni criminali. I casi più diffusi, infatti, sono quelli perpetrati quotidianamente da singoli cittadini, che spesso nascono da un malsano rapporto con gli animali e da una cultura retrograda che non riconosce loro diritti. Deve essere chiaro che la violenza a danno di animali è sempre grave, indipendentemente dalle forme che assume e da chi la perpetra.  

Ciro Troiano