Il living planet report 2022 lancia l’allarme per la salute del pianeta terra

Presentato il living planet report, rapporto biennale sulla salute del pianeta fornito nel rapporto dalla ZSL (Zoological Society of London.

I dati che emergononon sono confortanti. Sono state monitorate oltre 30.000 popolazioni di 5200 specie di vertebrati e risulta che, tra il 1970 e il 2018, le popolazioni di fauna selvatica monitorate in America Latina e nella regione dei Caraibi sono diminuite in media del 94%. In Africa il calo è del 66%, nella regione Asia- Pacifico del 55%. i dati sono migliori negli Stati Uniti (-20%) e in Europa (-18%) dove però la biodiversità è sofferente già da tempo.

In circa 50 anni, a livello globale, le popolazioni d’acqua dolce monitorate sono diminuite in media dell’83%: si tratta del più grande declino di qualsiasi gruppo di specie. La perdita di habitat e le barriere alle rotte migratorie sono responsabili di circa la metà delle minacce alle specie ittiche migratorie monitorate.

Inoltre è andato degradato o perduto il 34% della foresta originaria basti pensare ai dati sull’Amazzonia dove la deforestazione è in forte aumento creando conseguenze senza ritorno poichè le foreste in salute incidono positivamente sull’andamento delle precipitazioni e sulla gravità delle ondate di calore, e incidono anche sulla resilienza dei sistemi agricoli e delle comunità locali.

Esaminando i dati del Report si desume che il cambiamento climatico provocato dall’uomo e la perdita di biodiversità minacciano il benessere del pianeta e dei suoi abitanti.

I leader mondiali si riuniranno a dicembre alla 15a Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD COP15), un’opportunità per invertire la rotta e il WWF lancia una proposta ai leader chiedendo loro di impegnarsi per un accordo in “stile Parigi” in grado di invertire la perdita di biodiversità, attraverso la trasformazione dei settori che causano la perdita di natura e il sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo.

Antonella Cirese