Il sud supera il nord nell’elenco delle “comunità intraprendenti”

Le comunità locali, ossia gli abitanti del territorio, diventano intraprendenti e, attraverso forme di cooperativa ed impresa sociale, unite all’interazione con le istituzioni, creano nuovi modelli di economia sociale dove al centro c’è l’attuazione del bene comune.

Sono nate le “comunità intraprendenti” di cui si è occupato il Rapporto “Le comunità intraprendenti in Italia”, pubblicato da Euricse – Istituto Europeo di Ricerca sulle imprese e cooperative sociali-che si concentra su nove tipi di comunità intraprendenti già individuati.
Attraverso il progetto “Comunità intraprendenti”, lanciato ufficialmente a ottobre 2020, Euricse ha voluto mappare il fenomeno in rapida e costante evoluzione nel nostro Paese. Il progetto ha una base pluriennale, e vede, oltre all’impegno scientifico di Euricse, anche il contributo e la collaborazione di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC, Fondazione con il Sud, FondoSviluppo FVG e dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.

La mappatura, eseguita nel Rapporto Euricse, conta, al 31 marzo 2022, 687 Comunità Intraprendenti

Le nove tipologie di comunità intraprendenti comprendono Community Hub, Imprese di Comunità; Patti di collaborazione; Portinerie di quartiere; Empori solidali; Comunità che Supportano l’Agricoltura (CSA); Food Coop; Comunità Energetiche Rinnovabili; FabLab. Ad oggi, quelle maggiormente diffuse sono le Imprese di Comunità (31% del totale) e gli Empori Solidali (28%), seguite dai FabLab (20%).

Esaminando i dati si rivela un divario tra Nord e Sud a vantaggio del sud. Le regioni meridionali risultano essere rispetto alle regioni settentrionali molto più reattive e favorevoli nella promozione e attuazione di progetti di intraprendenza comunitaria.

La crisi pandemica, e ora quella di guerra, unita alla crisi energetica e finanziaria hanno messo in evidenza come la capacità di reagire e di trovare una soluzione ai problemi non possa risolversi in una semplice e inadeguata politica “dell’assistenzialismo” elargita dai vertici ma come, in realtà, trovi la sua ragione d’essere nella cittadinanza attiva e quindi nella capacità della comunità civile di essere protagonista attiva dell’innovazione sociale facendosi intraprendente per promuovere lo sviluppo sostenibile, economico e sociale.

Antonella Cirese